Siria: Unicef, 60 bambini uccisi solo a gennaio 2018

“Durante il primo mese di quest’anno, risulta che circa 60 bambini siano stati uccisi in Siria a causa delle violenze incessanti nel Ghouta orientale, a Damasco, Idlib e Afrin. Molti altri sono stati feriti durante i combattimenti in corso”, è la denuncia dell’Unicef per voce di Fran Equiza, rappresentante dell’Organizzazione in Siria, che porta alcuni esempi degli attacchi che la popolazione civile e in particolare i bambini, continuano a subire.
“Il 4 febbraio, gli attacchi su di un ospedale supportato dall’Unicef a Ma’arrat al-Nu’man hanno messo fuori servizio il centro sanitario – spiega Equiza in un comunicato -. Il 2 febbraio, a Damasco rurale, è esploso un residuato bellico esplosivo in un cortile scolastico nel sobborgo di Jdedet al-Fadel, dove dei bambini stavano giocando a calcio. L’esplosione ha ucciso 1 bambino e ne ha gravemente feriti 8. Durante la notte del primo febbraio, una stazione di pompaggio dell’acqua a Kafromeim, Saraqab, a Idlib, che serviva 18mila persone, è stata bombardata e attualmente è fuori servizio. Solo nelle ultime settimane, circa 250mila persone sono state sfollate sia all’interno sia vicino al governatorato di Idlib a causa dei combattimenti in corso”.
In termini di risposta, “le Nazioni Unite sono state in grado di ripristinare gli aiuti transfrontalieri verso Idlib il 31 gennaio. Il primo febbraio, l’Unicef ha inviato sei camion che trasportavano aiuti, fra cui kit sanitari e nutrizionali essenziali per 8mila persone, coperte per 25mila bambini e kit ricreativi per 40mila bambini”. Ieri, 6 febbraio, l’Unicef ha inviato altri 14 camion con aiuti. Nella parte occidentale e orientale di Aleppo rurale, l’Unicef continua a raggiungere i bambini con attività ricreative e supporto psicosociale e “ha cominciato a inviare acqua in diversi campi per sfollati interni da Idlib, per rispondere ai bisogni di acqua potabile in aumento. La risposta punta a raggiungere circa 100mila persone in 40 campi per sfollati interni”.

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