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Parlamento Ue: sì agli “Spitzenkandidaten”. Dal 2019 riduzione dei deputati, bocciate le liste transnazionali

La plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo (foto Parlamento europeo)

(Strasburgo) Sì alla risoluzione che ammette il sistema degli “Spitzenkandidaten”. Passa anche la riduzione di 46 seggi per il 2019-2024, in seguito a Brexit, e la ridistribuzione di altri 27 seggi, appartenuti al Regno Unito. Bocciate invece le liste transazionali. È l’esito delle votazioni di oggi al Parlamento europeo, riunito a Strasburgo. Una larga maggioranza ha approvato le proposte di modifica dell’accordo sulle relazioni tra il Parlamento e la Commissione sugli “Spitzenkandidaten”, secondo cui il candidato del gruppo politico che avrà più deputati eletti nel prossimo Parlamento sarà quello indicato come presidente della Commissione. La risoluzione è stata approvata con 457 voti favorevoli, 200 contrari e 20 astensioni. C’è inoltre il primo ok alla riduzione dei deputati da 751 a 705, dalla prossima legislatura, quando il Regno Unito lascerà l’Ue: 46 dei 73 seggi britannici saranno “congelati” in vista di future adesioni all’Unione. Gli altri 27 ex seggi del Regno Unito verrebbero distribuiti tra i 14 paesi dell’Ue attualmente sottorappresentati. Tra questi, Francia e Paesi Bassi ne otterranno 5, l’Italia ne otterrà 3. La decisione dell’Europarlamento dovrà essere confermata dai capi di Stato e di governo dell’Ue. Non passa, invece, il provvedimento, anticipato dal Sir, che prevede una quota di seggi riservati a liste transnazionali, presentate sull’intero territorio dell’Unione. L’emendamento soppressivo è stato presentato dai gruppi del Partito popolare europeo, Europa della libertà e della democrazia diretta, Sinistra unitaria europea e Conservatori e riformisti europei.

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