Papa Francesco: udienza, “non leggiamo il Vangelo per sapere come sono andate le cose”. “È un colloquio diretto”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nella Messa non leggiamo il Vangelo per sapere come sono andate le cose, ma per prendere coscienza che ciò che Gesù ha fatto e detto una volta, Egli continua a compierlo e a dirlo adesso anche per noi. E quella parola è viva, e la parola di Gesù che è nel Vangelo è vita e arriva al mio cuore”. Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata alla proclamazione del Vangelo, momento della messa in cui “il dialogo tra Dio e il suo popolo, sviluppato nella Liturgia della Parola, raggiunge il culmine”. “Per questo ascoltare il Vangelo è tanto importante”, ha proseguito Francesco a braccio: “Col cuore aperto, perché è parola di vita”. “La bocca di Cristo è il Vangelo”, ha detto il Papa citando la “bella immagine” di sant’Agostino. “Se è vero che nella liturgia Cristo annunzia ancora il Vangelo, ne consegue che, partecipando alla Messa, dobbiamo dargli una risposta”, ha commentato Francesco: “Ascoltiamo il Vangelo, ma dobbiamo dare una risposta nella nostra vita”, ha aggiunto a braccio. “Sempre al centro Gesù Cristo, sempre!”, ha esclamato ancora fuori testo per sottolineare che “noi ci alziamo per ascoltare il Vangelo, è Cristo che ci parla lì. Per questo stiamo attenti: è un colloquio diretto, è il Signore che ci parla”.

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