Minori: Tonioni (psichiatra), “non esiste bambino che voglia morire. Dobbiamo agire su aggressività e aiutarlo ad attivare sue risorse”

Test che misurano l’uso e le funzioni dell’aggressività nei minori, elaborati e differenziati per cinque fasce di età: 0-2 anni, 3-5, 6-7, 8-10 e 11-14. Si struttura così il progetto di ricerca biennale “La rabbia che non si vede”, promosso dal Centro pediatrico interdipartimentale per la psicopatologia da web del Policlinico Gemelli di Roma e presentato oggi nel corso del convegno “Prevenire la psicopatologia in età infantile” dal suo responsabile, lo psichiatra Federico Tonioni che spiega: “Non esiste alcun bambino che vuole stare male o morire, dobbiamo agire sui suoi sintomi – rabbia, aggressività – per aiutarlo a renderli tollerabili, così lo aiutiamo ad attivare le sue risorse e lo accompagniamo realmente nella crescita”. Ritornando al progetto, lo psichiatra spiega che da 0 a 6 anni, i questionari verranno somministrati ai genitori attraverso domande sulla relazione madre-figlio e sulle modalità di gioco. Tra i 6 e i 10 anni il questionario potrà essere somministrato direttamente al bambino – solo se non fosse possibile verrà considerato l’ausilio dei genitori – e la gestione della rabbia verrà indagata attraverso domande sulla relazione con i pari, il gioco e la tolleranza alle regole. Dagli 11 ai 14 anni verrà invece osservata la percezione di sé, la percezione delle regole e la socialità. Il questionario prevede un punteggio totale e due punteggi parziali: uno per l’aggressività e l’altro per la socialità, che verranno inseriti in quattro fasce di rischio. Incrociando questi punteggi si otterranno rischi bassi, intermedi o alti. Ogni questionario verrà somministrato per almeno due anni consecutivi all’interno del controllo pediatrico di routine da parte dei medici della Fimp di Roma. “Solo laddove per almeno due anni consecutivi dovessimo rilevare un rischio alto o intermedio alto – conclude Tonioni. – verranno somministrati altri test e/o interventi clinici per indagare ulteriormente lo stato del bambino. Negli altri casi i ragazzini continueranno a essere osservati annualmente”. Il questionario è anonimo, solo il pediatra del bambino potrà avervi accesso.

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