Minori: Mercuri (psichiatra), “lavorare in sinergia con scuola”. Ferrara (pediatra), “non fruitori di sostegno ma titolari di diritti”

“Abbiamo voluto fortemente questa giornata perché la scuola ha preoccupazioni che non sempre arrivano a noi e noi vediamo bambini per effettuare test sulla parte cognitiva e dell’apprendimento ma non abbiamo la visione globale. Vogliamo creare ponti e lavorare in sinergia con la scuola”. Ad affermarlo è Eugenio Mercuri, direttore Uoc Neuropsichiatria infantile Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli, al convegno in corso presso l’ospedale, “Prevenire la psicopatologia in età infantile” nel corso del quale è stato presentato il progetto “La rabbia che non si vede”. Al di là dei problemi di apprendimento, spiega, “vogliamo capire anche l’influenza di altri fattori, perché bambini con disabilità lievi sviluppano frustrazioni che scatenano rabbia repressa che poi ha influsso sulla condotta scolastica”. “Noi pediatri – aggiunge Pietro Ferrara, giudice onorario Tribunale per i minorenni, e presidente Società italiana pediatria (Sip) Lazio – abbiamo grandi difficoltà di tipo formativo su questo aspetto, siamo abituati a seguire segni tangibili. Nelle problematiche psicoadolescenziali questi segni non li abbiamo e non siamo formati per intercettare segnali sfumati come quelli legati alla sfera psicologica. E’ necessario invece saper captare il calo del rendimento scolastico, i comportamenti autolesionistici o regressivi, l’aggressività, sapendo che il fil rouge è la rabbia che viene slatentizzata da situazioni in aumento come violenza assistita o perdita di un genitore, fisica o nelle separazioni conflittuali quando i figli quando vengono utilizzati da un partner per punire l’altro. Dobbiamo capire il confine tra rabbia/aggressività fisiologica e patologica ma soprattutto ci vuole un ulteriore passaggio: considerare i minori non come fruitori di sostegno ma titolari di diritti”.

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