Minori: Chieffo (neuropsicologa), “guardare i figli negli occhi e ascoltarli”. Rusconi (Anp), a scuola serve team psicopedagogico

“La società va veloce, non abbiamo tempo di chinarci all’altezza nostri figli, guardarli negli occhi e ascoltarli. Noi non condanniamo le difficoltà genitori ma diciamo loro: fermatevi, sedetevi a terra e giocate con i vostri bambini, parlate con loro”. E’ il consiglio di Daniela Chieffo, neuropsicologa e psicoterapeuta del Policlinico Gemelli di Roma, intervenuta alla tavola rotonda che ha concluso il convegno “La rabbia che non si vede. Prevenire la psicopatologia in età infantile”, svoltosi presso l’ospedale. Soffermandosi sul nesso rabbia – disturbi apprendimento scolastico, Chieffo spiega: “Tutti i bambini quando vengono da noi non hanno un profilo tipico: è importante fare una distinzione tra i due profili: quello di chi ha un disturbo di apprendimento puro e quello di chi invece presenta immaturità nella lettura, nella grafia o nel calcolo”. Per Mario Rusconi, presidente Associazione nazionale presidi – Lazio “di fronte ai gravi fatti di cronaca di questi giorni la scuola spesso sbaglia ma lo fa perché istituzioni e università non affrontano gli aspetti di una formazione psicologica. Bisognerebbe riformulare il curriculum del docente: un’infarinatura di psicopedagogia non basta”. Nella tragedia di Cassino, specifica, “l’errore strategico è stato quello dell’insegnante di proporre un tema come quello. Se si fosse potuta rivolgere ad un team psicopedagogico – che nella scuola non c’è – non sarebbe accaduto. Nella scuola sarebbe fondamentale un team psicopedagogico”. Quanto alla famiglia, “sta rilassando il proprio senso di responsabilità”, osserva con riferimento ai “due – tre ricorsi che abbiamo ogni anno nel Lazio”. Rusconi giudica negativamente “la frequente intromissione della magistratura su spinta del genitore per il quale è più semplice dire che è colpa dell’insegnante cattivo”.

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