Siria: Save the Children, nel Ghouta orientale “il cessate il fuoco di 5 ore al giorno non è sufficiente, necessaria l’immediata implementazione della tregua”

“Il cessate il fuoco di cinque ore al giorno proposto dal presidente russo nel Ghouta orientale sotto assedio non è sufficiente per mettere fine alla situazione drammatica che stanno vivendo più di 350mila civili intrappolati nell’area”. È quanto denuncia Save the Children in una nota nella quale chiede “l’immediata entrata in vigore della tregua approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Nonostante la risoluzione per il cessate il fuoco, i partner locali di Save the Children confermano che i bombardamenti non sono cessati e molte persone hanno perso la vita, tra cui una intera famiglia composta da 10 persone. “Migliaia di famiglie – prosegue la nota – restano ancora rintanate nei seminterrati e le persone, a causa degli attacchi, non riescono neanche a dare sepoltura ai loro cari. L’assedio nella zona, in corso ormai da quasi cinque anni, persiste e negli ultimi mesi si è ulteriormente irrigidito, con le scorte alimentari che si stanno pericolosamente esaurendo”. Un nuovo video diffuso da Save the Children mostra le tragiche conseguenze di un bombardamento che ha colpito l’ufficio di un gruppo umanitario siriano alcune ore prima dell’approvazione del cessate il fuoco di 30 giorni da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Secondo operatori umanitari locali, 4.100 famiglie vivono attualmente in una rete di scantinati e rifugi sotterranei, di cui più della metà è priva di acqua, servizi igienici e sistemi di ventilazione, che espongono in particolare i bambini al rischio di contrarre malattie. Le donne, inoltre, sono costrette a partorire in condizioni terribili, dando alla luce i propri figli in rifugi bui e sovraffollati. Per Sonia Khush, direttrice della risposta di Save the Children in Siria, i bambini e le loro famiglie vivono in un vero e proprio inferno nel tentativo disperato di proteggersi da questa violenza terrificante e senza fine. I combattimenti devono cessare e le agenzie umanitarie devono poter essere autorizzate a fornire aiuti umanitari salvavita, altrimenti altri bambini continueranno a morire”.

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