Made in Italy: Coldiretti, solo 1 piatto su 4 resta anonimo

“Con la pubblicazione del decreto sull’etichettatura di origine obbligatoria anche per i derivati di pomodoro si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui ormai meno di un prodotto alimentare su quattro non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai sottoli al succo di frutta, dal pane fino al latte in polvere per bambini”. Lo afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel commentare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui derivati del pomodoro come concentrato, conserve, salse e sughi.
Per la Coldiretti, “nonostante i passi in avanti, permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute”. La Coldiretti, insieme alla Fondazione Campagna Amica, ha avviato la raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso per chiedere al Parlamento europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola. L’obiettivo è “dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. Una scelta che ha spinto la Commissione europea ad avviare con quattro anni di ritardo una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta come previsto dal regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n.1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2013”. “Adesso occorre vigilare affinché la normativa comunitaria risponda realmente agli interessi dei consumatori e non alle pressioni esercitate dalle lobby del falso Made in Italy che non si arrendono e vogliono continuare ad ingannare i cittadini cercando di frenare nel nostro Paese l’entrata in vigore di norme di trasparenza e di grande civiltà”, conclude Moncalvo.

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