Elezioni 2018: Squillaci (Fict), “la politica si è dimenticata della droga”

“La politica si è dimenticata della droga”. La denuncia viene dal presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), Luciano Squillaci. La Fict, infatti, ha inviato ai candidati alle elezioni politiche 2018 un documento condiviso con tutti i Centri federati affinché “la questione delle dipendenze fosse messa al centro delle priorità, chiedendo alle forze politiche di sottoscrivere in modo preliminare tre questioni fondamentali”. La prima riguarda “l’avvio immediato di un processo partecipato di riforma del sistema normativo sulle dipendenze, fermo ancora a 30 anni fa”. La seconda questione concerne “la nomina di un sottosegretario con la specifica delega alle politiche antidroga; il rafforzamento del Dipartimento politiche antidroga, da mantenere sotto la presidenza del Consiglio; la convocazione della Conferenza nazionale”. La terza questione fa riferimento a “politiche di prevenzione organiche e strutturali, con finanziamenti stabili, che consentano percorsi educativi continuativi e coinvolgano il territorio e il mondo della scuola”. “Questi tre punti, divulgati ampiamente anche dai nostri Centri su tutti i territori, a livello nazionale sono stati sottoscritti soltanto da due esponenti politici”, precisa la Fict.
“Dobbiamo appurare a questo punto che la questione droga è sparita dalle agende, dalle priorità e soprattutto non è neanche menzionata nei programmi presentati dai partiti per le elezioni, tranne per la legalizzazione della cannabis”, si lamenta Squillaci. Tuttavia, prosegue, “nella vita di tutti i giorni la droga diventa un problema sociale degno di considerazione soltanto di fronte all’allarme, all’emergenza, dove ci ripetiamo, ormai, in modo ipocrita, che siamo arrivati tardi e che forse si sarebbe potuto evitare. Sempre più spesso si parla di droga, di alcol, di psicofarmaci, di devianza solo di fronte alla morte dei nostri ragazzi”. Per il presidente della Fict, “chi ricopre ruoli di funzione pubblica è tenuto a rappresentare il sistema sociale, ed è, pertanto, chiamato a costruire il bene comune con lo strumento della legalità. E quindi c’è un’istanza etica, personale e sociale. Chi non rispetta questo, crea un gap nella comunità tutta. E non mi stancherò mai di gridarlo ma la politica non è semplice gestione dell’esistente, è e deve essere progetto e tensione, capacità di vedere lontano e di vedere prima, soprattutto deve essere vicina alla storia delle persone”.

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