Corridoi umanitari: mons. Galantino, “sicurezza non è messa in crisi da pochi migranti ma da malavita e corruzione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La sicurezza non è messa in crisi da 4 o 10 immigrati ma dalla malavita, la mafia, la ‘ndrangheta, la corruzione che rovinano l’Italia”. Lo ha detto oggi a Roma-Fiumicino mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa in occasione dell’arrivo dei 113 profughi dall’Etiopia tramite i corridoi umanitari. “È chiaro che chi tra gli immigrati delinque deve essere perseguito come se fosse un italiano – ha sottolineato – ma attenti a non avere questo sguardo strabico e poco intelligente. La malavita non ha assolutamente colore di pelle”. A proposito dello “sciacallaggio economico e politico” sui migranti, di cui aveva parlato prima nel suo intervento, ha precisato: “Non voglio fare polemica con nessuno. Il bene quando esiste si impone da sé, non ha bisogno di mettersi in contrasto con qualcuno. Non sono ‘contro’ niente e nessuno ma solo ‘a favore’, perché la categoria ‘contro’ è sterile. Chi fa sciacallaggio lo riconosce da sé e raccoglierà i frutti che vuole. A noi interessa solo far capire che la strada del bene esiste. Ci sono tanti uomini e donne che il bene lo vogliono e per questo si spendono”. La strada migliore per l’integrazione tra italiani e migranti, ha aggiunto, “è proprio la conoscenza. Bisogna conoscere e guardare negli occhi queste persone e questi bambini, per capire che è solo gente che ha bisogno di vivere una vita normale. Se abbiamo la possibilità di aiutarlo perché non farlo? Certo dobbiamo fare in modo che sia rispettata la nostra cultura, le nostre tradizioni, tutto ciò che fa dell’Italia un popolo accogliente, non un popolo di sfruttatori: non lo siamo e non possiamo esserlo”.

 

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