Corridoi umanitari: mons. Galantino a “chi fa sciacallaggio pseudopolitico”, “venite nei centri e guardate negli occhi queste persone”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Esiste l’alternativa allo sciacallaggio economico e politico, anzi pseudopolitico” ed è la “bella lezione” che viene dall’esperienza dei corridoi umanitari. Lo ha detto oggi all’aeroporto di Roma-Fiumicino mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, accogliendo i 113 profughi dai campi etiopici arrivati tramite i corridoi umanitari promossi dalla Chiesa italiana grazie ad un protocollo d’intesa con lo Stato italiano. “A quelli che fanno sciacallaggio economico chiedo: come fate a sfruttare queste situazioni? Queste persone? Queste storie?”, si è chiesto. Rivolgendosi poi a chi fa “sciacallaggio politico anzi pseudopolitico” sui migranti, soprattutto in vista delle elezioni, ha lanciato una proposta: “Dopo che avete raccattato quei quattro voti in più, andate in giro per l’Italia a visitare i centri Caritas, i centri dello Sprar o della Comunità di Sant’Egidio e guardate negli occhi queste persone e bambini: ditemi se potete continuare a speculare ancora sulla storia di queste persone”. Mons. Galantino ha dato il suo benvenuto ai profughi eritrei, somali e sudsudanesi che saranno accolti in 18 diocesi, augurandosi che possano “sperimentare quello che vi è stato negato fino a questo momento, ossia la vicinanza e solidarietà di tanti uomini e donne”. Il segretario generale della Cei ha fatto notare che l’esperienza dei corridoi umanitari “conferma che la solidarietà, la sussidiarietà, la cooperazione tra istituzioni governative, realtà umanitarie e realtà di Chiesa può fare miracoli”. “Stiamo dicendo a tutta Italia – ha affermato – che esistono percorsi legali per affrontare i drammi dell’umanità. Questo è un esempio concreto”. Riferendosi poi ad una domanda dei giornalisti sulle elezioni ha precisato: “Se dovessi scegliere uno slogan sarebbe: prima le persone e soprattutto prima i poveri, ma non sono candidato per fortuna”. Mons. Galantino ha concluso ringraziando Alganesh Fessaha, fondatrice di Gandhi Charity e “tutti gli italiani cattolici e non cattolici che nonostante le difficoltà continuano a destinare l’otto per mille a queste iniziative”.

 

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