Soft skill: Pellerey (Univ. Salesiana), “nei giovani sostenere autodeterminazione e consapevolezza proprie risorse”

Oggi nel mondo del lavoro è presente la distinzione tra competenze culturali, tecnologiche e tecnico-pratiche, definite hard skills, e competenze più generali e trasversali chiamate soft skills. Per sviluppare queste ultime occorre iniziare dalla scuola dell’infanzia. Ne è convinto don Michele Pellerey (Università Pontificia Salesiana, Roma), intervenuto al seminario di studio “Competenze personali. La sfida educativa delle soft skill” promosso oggi a Roma dal Centro studi per la scuola cattolica dell’Ufficio nazionale per l´educazione, la scuola e l´università della Cei. Soffermandosi in particolare sullo sviluppo della capacità di autoregolazione nell’apprendimento e nel comportamento, nella sua lunga e articolata relazione don Pellerey evidenzia il ruolo delle “funzioni esecutive” nella promozione delle competenze personali a livello di scuola dell’infanzia e dei primi anni della primaria, quali controllo dell’impulsività, dell’attenzione e delle emozioni, flessibilità, capacità organizzativa. Dalla fine della primaria alla scuola secondaria superiore è invece essenziale il ruolo delle competenze “strategiche”: cognitive, di pianificazione e organizzazione dl tempo e del lavoro, di partecipazione alla gestione dei doveri scolastici, di relazionarsi e collaborare con gli altri. Verso la fine dell’esperienza scolastica, è bene, secondo l’esperto, proporre agli studenti un bilancio delle proprie competenze personali “al fine di rendersi consapevoli di quanto ci si senta preparati ad affrontare ulteriori studi o il mondo del lavoro”.
Più in generale, se è importante “sollecitare, guidare e sostenere l’attività riflessiva, interpretativa, di concettualizzazione e di sviluppo di abiti adeguati di governo del proprio apprendimento”, è altrettanto importante “nutrire la componente motivazionale e volitiva dell’azione”. In particolare, avverte don Pellerey, occorre “sostenere la percezione di autodeterminazione, cioè il senso di essere all’origine della proprie scelte e delle proprie azioni; la percezione avere a disposizione le risorse interne necessarie al conseguimento degli obiettivi desiderati, il sentirsi capaci di gestire se stessi nel portare a termine i compiti affidati o scelti; il senso di progresso, il percepire che attraverso il proprio impegno si può migliorare”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy