Papa Francesco: a una donna vittima di Boko Haram e alla famiglia di Asia Bibi, “testimonianze di due martiri”

foto SIR/Marco Calvarese

“La testimonianza di Rebecca e quella di Asia Bibi rappresentano un modello per una società che oggi ha sempre più paura del dolore. Sono due martiri”. Lo ha detto Papa Francesco, questa mattina, durante l’udienza privata con Rebecca Bitrus, cristiana per due anni prigioniera di Boko Haram, in Nigeria, e con Ashiq ed Eisham, rispettivamente marito e figlia di Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia e in carcere ormai da nove anni. A comunicarlo è Aiuto alla Chiesa che Soffre che era presente all’incontro con il presidente Alfredo Mantovano e il direttore Alessandro Monteduro. Il Papa ha pronunciato le sue parole dopo aver ascoltato il drammatico racconto delle violenze subite dalla donna nigeriana, che ha dato alla luce un figlio da uno dei suoi carcerieri, e quello dei familiari di Asia Bibi, la donna pachistana dal 2009 in carcere e condannata a morte per blasfemia. “Penso molto spesso a tua madre e prego per lei”, ha detto il Papa a Eisham, che salutando il Pontefice lo ha abbracciato. “Quando prima di partire ho incontrato mia madre mi ha chiesto di darle un bacio”. “Santo Padre – ha aggiunto il marito di Asia, Ashiq – le chiedo di pregare, uniti in Cristo, per mia moglie e per tutti i cristiani perseguitati”. E durante l’incontro “il Papa ha voluto espressamente pregare per Asia Bibi e per le donne ancora oggi prigioniere di Boko Haram”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy