Papa Francesco a Ponte Mammolo: parroco San Gelasio, “un dono tanto atteso”

“Un dono tanto atteso”. Così don Giuseppe Raciti, parroco di San Gelasio I, definisce, ai microfoni di VaticanNews, la visita di Papa Francesco nella parrocchia che guida nel quartiere romano di Ponte Mammolo-Rebibbia. Il sacerdote racconta che “questa comunità in 46 anni non ha mai ricevuto la visita di un Papa” e che è “molto emozionata, in fibrillazione per questo dono”. Poi, ne rivela i primi effetti: “Si considera la parrocchia casa propria, ci si rimbocca le maniche per pulire, per sistemare, per accogliere il Papa al meglio”. “Questo è il primo miracolo di questa visita del Papa: la mobilitazione generale della gente scandita da orgoglio e da un senso di appartenenza”. Durante la visita di domani, il Papa incontrerà i bambini, i ragazzi del catechismo, i giovani dell’oratorio, le famiglie, i malati, gli anziani, i poveri e gli operatori del centro Caritas. Previsto anche il colloquio con due giovani, di 18 e 25 anni, provenienti dalla Repubblica del Gambia. Dopo la confessione di alcuni parrocchiani, alle 18, Francesco presiederà la liturgia eucaristica. Il parroco racconta anche che saranno presenti alcuni detenuti “tra quelli in semi-libertà”. “E ci saranno gli ex-detenuti: qualcuno, ormai, fa parte della parrocchia, nel senso che la frequenta, l’ha frequentata – conclude don Raciti -. Abbiamo anche aiutato alcuni a cercare un reinserimento sociale. Piccole cose. Noi non siamo una grande comunità parrocchiale: siamo piccoli, poveri di mezzi e di risorse, ma non di umanità. Siamo carichi di umanità e di cuore. Ed è quello che ci salva in questa parrocchia”.

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