Affido familiare: Garante infanzia e adolescenza, i cambiamenti sociali “non sono passati inosservati al legislatore”

La pubblicazione “La continuità degli affetti nell’affido familiare”, presentata stamattina a Roma al Cnel, è il frutto dell’attività di analisi e studio condotta dal gruppo di lavoro costituito nel dicembre 2016 nell’ambito della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni con l’obiettivo di approfondire il tema della continuità degli affetti nell’affido familiare. La prima parte del volume è dedicata ad approfondire le novità introdotte dalla legge 173 del 2015. “I cambiamenti che hanno interessato le relazioni familiari negli ultimi dieci anni e i nuovi modelli che di recente si sono affiancati alla famiglia tradizionale non sono passati inosservati al legislatore che, consapevole dell’importanza che riveste la sfera degli affetti e delle relazioni, è intervenuto per tutelare la continuità dei legami affettivi che si creano tra il minorenne in affidamento e la famiglia affidataria”, si spiega nella pubblicazione.
La legge 173 del 2015 intende proprio riconoscere e valorizzare “la continuità degli affetti” nelle possibili situazioni in cui può evolvere l’affido familiare. Da un lato “prevede la possibilità per la famiglia affidataria di adottare il minorenne in affidamento, se dichiarato adottabile e qualora ne ricorrano i presupposti di legge”. Dall’altro, “tutela la continuità delle relazioni affettive che si sono consolidate nei casi in cui venga disposto un nuovo e diverso collocamento del minorenne (adozione da parte di un’altra coppia o rientro in famiglia) e ciò risponda al suo superiore interesse”. Quello che per la prima volta viene riconosciuto, in sostanza, è “la tutela alla continuità delle relazioni affettive dei bambini e ragazzi in affidamento nei confronti della famiglia affidataria”.

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