Università: Svimez, nel Mezzogiorno solo il 14,6% è laureato. Percentuale dei giovani italiani laureati lontana dagli obiettivi della Strategia Europa 2020

In Italia, la quota dei laureati sulla popolazione adulta dei 25-64enni (inferiore al 18%) resta ancora troppo bassa rispetto agli altri Paesi dell’Ue22, dove è pari al 34% e dell’Ocse (36%). Dall’esame del dettaglio regionale fatta dalla Svimez, la quota media di laureati risulta ancora più bassa nel Mezzogiorno dove scende al 14,6% rispetto al 17,9% del Nord e al 19,8% del Centro. “Se restringiamo l’analisi alla fascia di popolazione giovane dei 30-34enni – si legge in una nota avuta in anteprima dal Sir – la quota di italiani laureati sale al 26,2% nel 2016. Sebbene i giovani laureati siano cresciuti del 10,6% dal 2004, il dato resta solo apparentemente confortante poiché nel 2015 risultava il più basso di quelli registrati nell’Ue28, al di sotto della media che è pari al 38,4% e dell’obiettivo del 40% fissato dalla Strategia Europa 2020”. Se si considera il tasso di proseguimento degli studi universitari (ovvero quanti diplomati decidono di iscriversi all’Università) per la prima volta, sottolinea la Svimez, è tornato a crescere nell’anno accademico 2015-2016 dopo un trend negativo durato più di 10 anni. Nel 2016 la percentuale è stata del 60,3% dei diplomati italiani (quasi il 4% in più rispetto al 2015), sebbene non sia ai livelli del 2006 dove superava in media il 70,7%. L’aumento registrato nel 2016 è superiore al Nord dove a proseguire gli studi è il 62,7% dei diplomati (+5,5% rispetto al 2015) e al Centro dove raggiunge il 63,6% (+4,3%) rispetto al Mezzogiorno dove il tasso di proseguimento degli studi si attesta al 54,5% (+2,1%).

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