Siria: Save the Children, “350mila civili intrappolati nel Ghouta orientale a causa dei bombardamenti”. “Urgente un cessate il fuoco”

“In seguito all’escalation di violenze e bombardamenti senza precedenti che hanno colpito l’area del Ghouta orientale nelle ultime 48 ore, più di 350mila civili sono intrappolati nell’enclave in mano all’opposizione e corrono gravi rischi per la loro vita”. È quanto denuncia Save the Children, in una nota nella quale rileva che “soltanto nelle ultime 24 ore viene riportato che almeno 100 persone, tra cui decine di bambini, sono state uccise e non si intravvedono segnali che possano far pensare a una fine dei bombardamenti che hanno distrutto le abitazioni costringendo la popolazione a rifugiarsi nei sotterranei”. Secondo quanto riferito dai partner locali di Save the Children, inoltre, 4 ospedali, tra cui una clinica per la maternità, sono stati colpiti ieri da un attacco, mentre le strade sono completamente deserte a parte le sirene delle ambulanze che trasportano i feriti in cliniche di fortuna. In alcune parti del Ghouta orientale la distruzione ha infatti raggiunto livelli più elevati di quelli registrati durante il picco della crisi di Aleppo nel 2016. “Le recenti immagini dal satellite del quartiere Ein Terma nel Ghouta orientale, dove si trovano ancora 18.500 persone, mostrano che il 71% degli edifici è stato distrutto o danneggiato, mentre a Zamalka, altro grande quartiere, questa sorte è toccata al 59% delle costruzioni. Inoltre da almeno due anni mancano acqua e elettricità”. Operatori umanitari locali hanno riferito a Save the Children che 4.100 famiglie stanno attualmente vivendo in seminterrati e rifugi sotterranei, più della metà dei quali privi di acqua potabile, servizi igienici e sistemi di ventilazione, dove i bambini sono esposti al rischio di contrarre malattie. “La situazione è gravissima. I bombardamenti non hanno fine e aumenta di ora in ora il numero di bambini che muoiono”, dichiara Sonia Khush, direttore per la risposta umanitaria di Save the Children in Siria. “Queste famiglie – aggiunge – non hanno più nessun luogo dove fuggire, sono intrappolate e vittime di attacchi giorno e notte. Abbiamo urgentemente bisogno di un cessate il fuoco in modo da mettere fine alle uccisioni e alle mutilazioni”. La richiesta arriva nell’approssimarsi della riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in programma questa settimana. Per Kush, “è anche fondamentale che venga garantito l’accesso umanitario per assicurare cibo, forniture mediche e rifugi sicuri a persone che stanno sopportando il peso di questa terribile guerra che sta peggiorando ogni giorno”.

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