Regolamentazione azzardo: don Zappolini (“Mettiamoci in gioco”), “non siamo ingenui: adesso tutti firmano il nostro appello”, il momento della verità sarà dopo il voto

“Mettiamoci in gioco” ha chiesto ai candidati alle prossime politiche di sottoscrivere quattro punti per la regolamentazione del gioco d’azzardo: “Divieto assoluto della pubblicità; riduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco; diritto di Regioni ed enti locali a regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio; aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo”. Le adesioni finora giunte sono tante, ma, ammette don Armando Zappolini, coordinatore della campagna, parlando con il Sir, “in fase elettorale tutti firmano gli appelli, non siamo ingenui. Il problema sarà dopo: noi li andremo a cercare! Non è un impegno, è una minaccia”, avverte il coordinatore della campagna, scherzando. “Dopo il voto – racconta don Zappolini -, convocheremo, tra gli eletti, quelli che hanno firmato presentando la nostra proposta di legge completa. Chiederemo, quindi, di avviare un iter parlamentare”. Don Armando riconosce che rispetto a quando è nata la campagna “Mettiamoci in gioco” la situazione è migliorata: “Oggi non posso dire che le lobby del gioco d’azzardo hanno occupato la politica, come era cinque o sei anni fa, ma resta un interesse forte del Ministero delle Finanze e del Governo di raccogliere soldi e delle lobby, che sono sempre influenti. Indubbiamente oggi c’è una sensibilità verso questi temi e nell’ultima legislatura passi sono stati compiuti, come abbiamo riconosciuto. Adesso occorre cambiare passo”. Guardando ai quattro punti centrali proposti da “Mettiamoci in gioco” sono due, secondo il coordinatore, i punti più difficili da far passare: “Il divieto assoluto di pubblicità, considerati gli interessi milionari in gioco, e la riduzione consistente dell’offerta di gioco. Ci vorrebbe una politica forte e coraggiosa. Noi, però, siamo dolcemente ostinati, guardiamo fissi verso l’obiettivo”.

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