Notizie Sir del giorno: Nosiglia su Embraco, terrorismo e sicurezza, Dreamers Usa, corridoi umanitari, elezioni, regolamentazione azzardo, università

Embraco: mons. Nosiglia (Torino), “situazione sta precipitando”. L’invito ad un momento di preghiera

“La situazione dell’Embraco sta precipitando: 500 lavoratori e relative famiglie corrono il rischio concreto di perdere ogni prospettiva lavorativa. Abbiamo assistito ai vari tentativi di dialogo fra le parti sociali, le istituzioni e l’impresa, senza che questi abbiano avuto un esito positivo per i lavoratori coinvolti”. È quanto scrive l’arcivescovo di Torino in un messaggio con il quale, ripercorrendo quanto successo nelle ultime settimane nella vertenza della Embraco che ha visto la sua vicinanza ai lavoratori, invita i dipendenti della Embraco, le loro famiglie e la comunità civile e cristiana del territorio chierese ad un momento di preghiera in programma per martedì 6 marzo, alle 20.45, nel duomo di Chieri. In quella occasione, spiega l’arcivescovo ci si ritroverà “per pregare ed esprimere solidarietà a tutti i lavoratori coinvolti in situazioni di fatica, a conferma che se la crisi economica è in via di superamento, l’emergenza lavorativa no”. Attraverso l’iniziativa si vuole far sentire alle “famiglie, che sono quelle che più soffrono di questa situazione”, spiega mons. Nosiglia, “il calore della comunità, la prossimità spirituale, umana e concreta di sostegno e condivisione che li aiuti ad affrontare con fiducia e speranza il loro domani”. (clicca qui)

Terrorismo: relazione Dis, “in Italia la minaccia rimane concreta e attuale”

“In Italia la minaccia rimane concreta ed attuale”. È quanto si legge nella Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, a cura del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), a proposito del terrorismo jihadista. “Il nostro Paese – spiegano gli analisti – è oggetto dell’attività propagandistica ostile di Daesh” e “continuano a essere presenti nel territorio soggetti radicalizzati”. Secondo gli 007, “il nostro Paese rimane esposto soprattutto ai riflessi delle fibrillazioni nel Mediterraneo allargato, da anni teatro di conflitti”. Nella relazione anche la preoccupazione per “campagne di influenza” che possono “condizionare l’orientamento e il sentiment delle opinioni pubbliche, specie quando queste ultime sono state chiamate alle urne” attraverso “la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber”. Attenzione anche per“ gli sbarchi ‘occulti’, effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici” attraverso i flussi provenienti da Tunisia e Algeria. (clicca qui)

Immigrati: vescovi Usa, il 26 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione a sostegno dei Dreamers

(da New York) I vescovi statunitensi hanno annunciato per il prossimo 26 febbraio una giornata nazionale di mobilitazione a sostegno dei Dreamers, i giovani immigrati che arrivati da piccoli e senza documenti legali a seguito dei genitori, rischiano la deportazione, se entro il 5 marzo il Congresso non approverà la legge di riforma dell’immigrazione. La scorsa settimana, il Senato non era riuscito a raggiungere i 60 voti necessari per proseguire il dibattito sulla nuova legislazione a sostegno dei Dreamers e il cardinale Daniel DiNardo presidente della Conferenza episcopale Usa, assieme all’arcivescovo José H. Gomez, vicepresidente dei vescovi, e a monsignor Joe S. Vásquez, vescovo di Austin e presidente del Comitato per le migrazioni, hanno espresso tutta la loro delusione per l’incapacità dei senatori “di riunirsi e trovare una soluzione bipartisan a garanzia dei dreamers”. I vescovi, ancora una volta, in vista della scadenza imminente chiedono “che i membri del Congresso dimostrino la leadership necessaria nel trovare un soluzione umana per questi giovani, che ogni giorno affrontano un’angoscia e un’incertezza crescenti”. (clicca qui)

Corridoi umanitari: dai campi in Etiopia in arrivo il 27 febbraio 114 profughi

Il prossimo 27 febbraio arriveranno in Italia tramite i corridoi umanitari 114 profughi dai campi in Etiopia, nell’ambito del Protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – e dalla Comunità di Sant’Egidio. Il Protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni. Lo ha annunciato oggi in un video dal campo profughi di Mai-Aini, Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio politiche migratorie e protezione internazionale di Caritas italiana, in questi giorni in Etiopia. “Al momento 11mila persone si trovano in questo campo – dice Forti -. Qui abbiamo deciso di trovare i più vulnerabili che arriveranno in Italia”. (clicca qui)

Elezioni: vescovi Emilia Romagna, “schierati per la dignità umana, il bene comune e la giustizia”

“Anche noi vescovi delle Chiese dell’Emilia Romagna, condividiamo con il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti da una parte l’affermazione ‘che la Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico’ e dall’altra la seria preoccupazione per alcuni problemi che dovranno costituire gli obiettivi centrali dell’azione dei futuri eletti: il dramma dei giovani disoccupati e degli esclusi dal mondo del lavoro; le famiglie, provate dalla precarietà, dalla povertà e dalla fragilità dei legami, oggi meno protetti; il calo demografico e la debole difesa della vita dall’inizio alla fine del suo percorso naturale; il forte bisogno di sostegno per tutti i luoghi educativi civili o ecclesiali per i ragazzi e i giovani, soprattutto la scuola; i servizi ai malati e agli anziani; l’accoglienza regolamentata e l’inclusione sociale dei migranti”. Lo scrive in un messaggio, “Schierati per la dignità umana, il bene comune e la giustizia”, l’episcopato dell’Emilia Romagna in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018. I vescovi dell’Emilia Romagna auspicano che una “buona politica”, il contrasto alla “corruzione” e il “valore della convivenza civile” siano “per i nostri fedeli e per tutti i concittadini, i criteri che orientino nella scelta dei ‘buoni politici’ perché il loro sia un reale servizio alle famiglie, ai più poveri, all’intera cittadinanza”. (clicca qui)

Regolamentazione azzardo: don Zappolini (“Mettiamoci in gioco”), “già molti candidati hanno sottoscritto il nostro appello per una nuova legge”

Sono già diverse decine i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno sottoscritto l’appello lanciato ieri dalla campagna “Mettiamoci in gioco” affinché, nella prossima legislatura, parta subito l’iter di approvazione di una rigorosa legge di regolamentazione del gioco d’azzardo. Lo ha confermato al Sir don Armando Zappolini, coordinatore di “Mettiamoci in gioco”, la campagna che chiede l’impegno dei politici su quattro punti per la regolamentazione del gioco d’azzardo: “Divieto assoluto della pubblicità; riduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco; diritto di Regioni ed enti locali a regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio; aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo”. (clicca qui)

Università: Svimez, nel Mezzogiorno solo il 14,6% è laureato. Percentuale dei giovani italiani laureati lontana dagli obiettivi della Strategia Europa 2020

In Italia, la quota dei laureati sulla popolazione adulta dei 25-64enni (inferiore al 18%) resta ancora troppo bassa rispetto agli altri Paesi dell’Ue22, dove è pari al 34% e dell’Ocse (36%). Dall’esame del dettaglio regionale fatta dalla Svimez, la quota media di laureati risulta ancora più bassa nel Mezzogiorno dove scende al 14,6% rispetto al 17,9% del Nord e al 19,8% del Centro. “Se restringiamo l’analisi alla fascia di popolazione giovane dei 30-34enni – si legge in una nota avuta in anteprima dal Sir – la quota di italiani laureati sale al 26,2% nel 2016. Sebbene i giovani laureati siano cresciuti del 10,6% dal 2004, il dato resta solo apparentemente confortante poiché nel 2015 risultava il più basso di quelli registrati nell’Ue28, al di sotto della media che è pari al 38,4% e dell’obiettivo del 40% fissato dalla Strategia Europa 2020”. Nel 2016 si è registrato un incremento del numero di immatricolati (+2,4%) rispetto al 2015, mentre è solo dello 0,8% del Pil la spesa pubblica in Italia destinata all’istruzione terziaria a fronte di una media Ue22 dell’1,8%. (clicca qui)

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