Libia: Cir, sottoscritti due contratti con Unhcr per attività di sviluppo e protezione a favore di rifugiati e migranti

Due contratti sono stati sottoscritti la scorsa settimana dal Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) con l’Unhcr Libia per l’attuazione di attività di sviluppo e protezione a favore di rifugiati, migranti e sfollati interni. Ne dà notizia oggi il Cir in una nota nella quale rileva come a partire dal 2018 la stessa organizzazione abbia “incrementato il suo impegno in Libia a causa della grave emergenza umanitaria”. Il Cir realizzerà 140 Quick impact projects (progetti di impatto immediato) a Tripoli, Zwara, Sirte, nelle zone dei Tawarga e nella regione del Fezzan, nel sud del Paese. “Si tratta – spiegano – di circoscritti progetti di sviluppo che hanno peraltro effetti immediati sulla popolazione locale, ancora provata dalle conseguenze della guerra civile”. “Le attività – prosegue la nota – prevedono la creazione di pozzi, il potenziamento del sistema idrico – in particolare a sostegno di centri medici e ospedalieri – la creazione di aree protette per bambini, la riorganizzazione dello smaltimento dei rifiuti in aree limitate e la promozione di progetti di lavoro e sviluppo”. È previsto, inoltre, il coinvolgimento degli sfollati, dei rifugiati e dei migranti nelle vari fasi di realizzazione dei progetti al fine di creare opportunità di lavoro e integrazione con la comunità locale. Per quanto riguarda il settore della protezione, il Cir sarà impegnato nella realizzazione e gestione di due Community development center (Centri di sviluppo della comunità), sportelli per l’assistenza umanitaria di base, medica, legale e psicologica a migranti e rifugiati. “I soggetti vulnerabili saranno segnalati a Unhcr per l’inserimento nel programma dei corridoi umanitari”. Il Cir organizzerà, inoltre, delle unità sanitarie mobili a Sebha, Obari, Ghat, Gatroun, Kufra e Sirte per raggiungere le aree più isolate. “Nelle speranze e nelle intenzioni del Cir – conclude la nota – esiste un collegamento in prospettiva con le politiche dei ‘corridoi umanitari’ che il Governo italiano, in collaborazione con organismi diversi, ha messo in atto nei giorni e nei mesi scorsi”.

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