Lavoro: Felice (Università Molise), in Italia “c’è una scarsa cura della sua dignità”

“Il fatto che le crisi aziendali non vengano risolte vuol dire che c’è una classe dirigente locale e nazionale che non riesce a dialogare con la comunità d’impresa o lo fa in maniera non adeguata. Gli incidenti sul lavoro sono purtroppo la dimostrazione di una scarsa cura della dignità del lavoro, di quella qualità del lavoro che abbiamo rivendicato a Cagliari”. Lo afferma Flavio Felice, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università del Molise e membro del Comitato che ha organizzato la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in un’intervista al Sir. Richiamando il “registro comunicativo” della “denuncia”, uno dei quattro che ha caratterizzato la 48ª Settimana sociale, Felice osserva che, dal punto di vista lavorativo, in questo inizio di 2018 “lo spaccato che emerge è quello di un Paese che sta retrocedendo in qualità inclusiva e grado di democrazia interna”. “L’Italia – spiega – è un Paese le cui Istituzioni non garantiscono più quella prevedibilità tipica dei sistemi democratici: cioè la certezza del diritto, l’idea che il lavoro sia una condizione necessaria perché un Paese possa progredire, che la produttività sia perseguita come un bene comune perché possa essere la condizione che fa nascere nuovo lavoro”. “Sembra di vivere in una società che si sta rifeudalizzando”, aggiunge, rilevando che “l’Italia ha sempre avuto un carattere più familistico rispetto ad altri Paesi, ma il dato sulle modalità con cui gli italiani in buona parte cercano il lavoro (secondo Eurostat nel terzo trimestre 2017 l’81,9% lo ha fatto attraverso amici, parenti e sindacati e solo il 25% recandosi ad un ufficio pubblico, ndr) dimostra che il grado di qualità inclusiva delle nostre Istituzioni è ancora abbastanza basso”.

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