Germana: plenaria vescovi, discussione sulla traduzione del “Padre nostro”. Card. Woelki, “in Quaresima ritornare a Dio”

“Indipendentemente dai problemi di traduzione”, la tentazione esiste e noi la conosciamo nella nostra vita e anche Gesù l’ha conosciuta. Così il cardinale di Colonia Rainer Maria Woelki, celebrando la messa stamane a Ingolstadt insieme ai 60 confratelli membri della Conferenza episcopale tedesca, riunita in assemblea da ieri, ha fatto riferimento al dibattito che nelle scorse settimane in Germania ha intensamente occupato teologi e vescovi, ma anche giornali come il Bild e il Frankfurter Allgemeine, riguardo al fatto se la traduzione del “Padre nostro” possa veicolare una falsa immagine di Dio. Al di là di tutto, il card. Woelki ha invitato a “essere grati per questa preghiera nel Padre nostro con cui possiamo chiedere a Dio che, quando le tentazioni arrivano, non ci lasci cadere, come ha fatto con Gesù, ma ci dia la forza di restare in piedi”. Si potrà vincere la tentazione “se saremo capaci a vivere di conversione”. Se Dio non è al centro, “cadiamo nell’egoismo, anche come Chiesa”. Dopo aver citato il teologo e cardinale francese Henri de Lubac, Woelki ha esortato a “non essere sedotti dalla brama del potere e dalla lotta per esso, non lasciarsi tentare dal voler brillare in questo mondo”, ma in questi giorni di Quaresima “ritornare di nuovo a Dio per ancorare la nostra vita personale ed ecclesiale in Lui solo”.

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