Embraco: mons. Nosiglia (Torino), “situazione sta precipitando”. L’invito ad un momento di preghiera per il 6 marzo nel duomo di Chieri

“La situazione dell’Embraco sta precipitando: 500 lavoratori e relative famiglie corrono il rischio concreto di perdere ogni prospettiva lavorativa. Abbiamo assistito ai vari tentativi di dialogo fra le parti sociali, le istituzioni e l’impresa, senza che questi abbiano avuto un esito positivo per i lavoratori coinvolti”. È quanto scrive l’arcivescovo di Torino in un messaggio con il quale, ripercorrendo quanto successo nelle ultime settimane nella vertenza della Embraco che ha visto la sua vicinanza ai lavoratori, invita i dipendenti della Embraco, le loro famiglie e la comunità civile e cristiana del territorio chierese ad un momento di preghiera in programma per martedì 6 marzo, alle 20.45, nel duomo di Chieri. “Ho incontrato nel mese di gennaio i lavoratori dell’Embraco, come incontro tutti i lavoratori che me lo chiedono, perché ritengo sia preciso dovere, mio e della Chiesa, condividere – dall’inizio e fino in fondo – le situazioni di pesante difficoltà”, osserva mons. Nosiglia precisando che “li ho incontrati senza preoccuparmi troppo della tempistica, né delle ricadute mediatiche e diplomatiche”. “Sono stato confortato dal fatto che lo stesso Papa Francesco, quando ha ricevuto i lavoratori Embraco nell’udienza del 7 febbraio, li ha incoraggiati a proseguire nella lotta per la difesa del loro lavoro”, aggiunge l’arcivescovo, rilevando che “come comunità sia civile, sia ecclesiale, abbiamo l’obbligo di farci interrogare da queste situazioni di difficoltà e di fatica, mettendo in campo tutte le risorse possibili per promuovere un lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale”. L’invito per la serata del 6 marzo è quello di “ritrovarsi per pregare ed esprimere solidarietà a tutti i lavoratori coinvolti in situazioni di fatica, a conferma che se la crisi economica è in via di superamento, l’emergenza lavorativa no”. “Le famiglie, che sono quelle che più soffrono di questa situazione, i loro figli in particolare che ne subiscono le pesanti conseguenze – conclude Nosiglia – debbono sentire attorno a sé il calore della comunità, la prossimità spirituale, umana e concreta di sostegno e condivisione che li aiuti ad affrontare con fiducia e speranza il loro domani”.

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