Campagna elettorale: Felice (Università Molise), “serve un sussulto di orgoglio, di volontà di verità, di realismo”

“Dobbiamo chiedere che vengano dette cose sensate, che interessano la nostra vita. Se ciò non avviene la responsabilità non è solo dei politici ma della società civile italiana che sembra dire alla politica che tutto è ammesso, tutto è consentito. E non scandalizzandoci più di tanto, arriviamo in fondo ad assolverla”. Lo afferma Flavio Felice, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università del Molise e membro del Comitato che ha organizzato la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in un’intervista al Sir. Parlando della condizione occupazionale e lavorativa di molti italiani, Felice rileva che “la situazione socio-politica-economica dell’Italia ci dice di come il Paese stia retrocedendo nel suo grado di democrazia e inclusività sociale”. Per il docente, “la campagna elettorale non può essere il momento della bugia e vorrei che i cittadini italiani fossero critici rispetto ad una simile deriva”. “Dovremmo pretendere che proprio in campagna elettorale i politici fossero i più sinceri, onesti e realistici possibile. Invece – aggiunge – giustifichiamo tutto, pensando che la politica non può che essere questo”. Secondo Felice, “serve un sussulto di orgoglio, di volontà di verità, di realismo”. Inoltre, “dobbiamo fare autocritica come italiani, come cattolici”. “Abbiamo la capacità di dire ‘in politica non si raccontano delle bugie nemmeno in campagna elettorale. Anzi, soprattutto in campagna elettorale’?”, domanda.

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