Yemen: Medici senza frontiere, “a Taiz, in un giorno qualunque, cinque esplosioni al minuto”. In aumento i feriti di guerra

“Sentiamo il rumore continuo degli spari e delle esplosioni provenire dal fronte, che è molto vicino alla nostra clinica. In un giorno qualunque della settimana scorsa, abbiamo sentito cinque esplosioni al minuto. Siamo preoccupati per l’aumento delle necessità mediche e per la sicurezza dello staff e della clinica”. È la drammatica testimonianza di Arunn Jegan, capoprogetto di Medici senza frontiere (Msf) a Taiz, in Yemen. Qui, denuncia l’organizzazione medico-umanitaria, “la situazione è particolarmente critica dopo l’intensificarsi del conflitto lungo tutta la linea del fronte intorno alla città”. Alla fine di gennaio le equipe di Msf hanno trattato più di 117 feriti di guerra in soli tre giorni e il numero continua a crescere. Da quando il conflitto si è intensificato, i pronto soccorso e le sale operatorie si sono riempiti di feriti e arrivano anche 70 pazienti in un solo giorno. “Quello che ho visto è stato estremamente scioccante. La situazione è drammatica e le scene di disperazione sono difficili da sopportare”, racconta Jegan. “Quando sono arrivato il 24 gennaio la violenza ha avuto un’escalation tutto intorno alla città e gli ultimi giorni sono stati straordinariamente pesanti. La cosa peggiore, è che questa è la vita quotidiana delle persone di qui”. Le persone in città hanno paura di lasciare le loro case e lo staff di Msf fa di tutto per trattare i feriti continuando a prestare soccorso. Nel frattempo dagli ospedali arrivano richieste di donazioni di sangue e sacchi per cadaveri. L’organizzazione medico-umanitaria “chiede continuamente a tutte le parti in conflitto di rispettare l’azione medica e garantire la sicurezza delle strutture sanitarie e l’accesso per tutte le persone che hanno bisogno di cure”. “Oggi – conclude Jegan – Taiz è una delle zone dove il conflitto è più intenso e i bisogni umanitari delle persone sono drammaticamente alti. Spero che altri attori umanitari riconoscano le necessità di questa città, e dello Yemen più in generale, per cominciare a incrementare gli aiuti in quelle aree”.

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