Papa Francesco: ai consacrati, no a “paralisi della normalità”, “misticismo isolato” e “attivismo sfrenato”. “Qui non va più bene niente” è retorica

Da una parte “la vita del mondo”, dall’altra “la vita consacrata”. Su questo doppio binario il Papa ha articolato la parte centrale dell’omelia della Messa per la Giornata mondiale della vita consacrata. “Mentre la vita del mondo cerca di accaparrare, la vita consacrata lascia le ricchezze che passano per abbracciare Colui che resta”, ha detto Francesco: “La vita del mondo insegue i piaceri e le voglie dell’io, la vita consacrata libera l’affetto da ogni possesso per amare pienamente Dio e gli altri. La vita del mondo s’impunta per fare ciò che vuole, la vita consacrata sceglie l’obbedienza umile come libertà più grande. E mentre la vita del mondo lascia presto vuote le mani e il cuore, la vita secondo Gesù riempie di pace fino alla fine, come nel Vangelo, dove gli anziani arrivano felici al tramonto della vita, con il Signore tra le mani e la gioia nel cuore”. “Quanto ci fa bene, come Simeone, tenere il Signore tra le braccia!”, ha esclamato Francesco: “Non solo nella testa e nel cuore, ma tra le mani, in ogni cosa che facciamo: nella preghiera, al lavoro, a tavola, al telefono, a scuola, coi poveri, ovunque”. “Avere il Signore tra le mani è l’antidoto al misticismo isolato e all’attivismo sfrenato, perché l’incontro reale con Gesù raddrizza sia i sentimentalisti devoti che i faccendieri frenetici”, ha assicurato il Papa: “Vivere l’incontro con Gesù è anche il rimedio alla paralisi della normalità, è aprirsi al quotidiano scompiglio della grazia. Lasciarsi incontrare da Gesù, far incontrare Gesù: è il segreto per mantenere viva la fiamma della vita spirituale. È il modo per non farsi risucchiare in una vita asfittica, dove le lamentele, l’amarezza e le inevitabili delusioni hanno la meglio”. “Incontrarsi in Gesù come fratelli e sorelle, giovani e anziani, per superare la sterile retorica dei ‘bei tempi passati’ – quella nostalgia che uccide l’anima -, per mettere a tacere il ‘qui non va più bene niente'”, il consiglio di Francesco: “Se si incontrano ogni giorno Gesù e i fratelli, il cuore non si polarizza verso il passato o verso il futuro, ma vive l’oggi di Dio in pace con tutti”.

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