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Papa Francesco: a leader religiosi, “mostrare senza stancarsi che ogni vita umana ha carattere sacro”. No a “forme perverse di religiosità traviata”

foto SIR/Marco Calvarese

“Bisogna mostrare, senza stancarsi, che ogni vita umana ha in sé stessa carattere sacro, merita rispetto, considerazione, compassione, solidarietà, a prescindere dall’etnia, dalla religione, dalla cultura, dall’orientamento ideologico o politico”. È la consegna del Papa ai partecipanti alla Conferenza “Tackling violence committed in the name of religion”, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina. “La persona religiosa sa che Dio è il Santo e che nessuno può pretendere di appellarsi al suo nome per compiere il male”, ha ricordato Francesco, secondo il quale “ogni leader religioso è chiamato a smascherare qualsiasi tentativo di manipolare Dio per scopi che nulla hanno a che vedere con Lui e la sua gloria”. “L’appartenenza a una determinata religione non dà alcuna dignità o diritti supplementari a chi vi aderisce, così come la non appartenenza non ne toglie né diminuisce”, la tesi del Papa: “Occorre perciò impegnarsi insieme, leader politici e responsabili religiosi, insegnanti e operatori dell’educazione, della formazione e dell’informazione, per avvertire chiunque venisse tentato da forme perverse di religiosità traviata, che esse nulla hanno a che vedere con la testimonianza di una religione degna di questo nome”. “Questo aiuterà quanti con buona volontà cercano Dio ad incontrarlo veramente, ad incontrare Colui che libera dalla paura, dall’odio e dalla violenza, che desidera servirsi della creatività e delle energie di ciascuno per diffondere il suo disegno d’amore e di pace rivolto a tutti”, ha concluso Francesco.

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