Papa ad Alessano e Molfetta: mons. Cornacchia (Molfetta), “memoria viva” soprattutto tra i giovani

Mons. Domenico Cornacchia

Don Tonino Bello è “memoria viva”, soprattutto tra i giovani. Ad assicurarlo al Sir, commentando la notizia della visita del Papa in programma il 20 aprile, è mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, che parte da una frase che amava ripetere il Servo di Dio – “ogni uomo è mio fratello” – per spiegare come “il suo entusiasmo, la sua gioia, la sua pienezza di vita hanno contagiato e continuano a contagiare tutti, 25 anni dopo la sua morte”. “Anche i giovani e i giovanissimi rimangono incantati nel sentire gli aneddoti della sua vita”, assicura il vescovo, che ha conosciuto personalmente “don Tonino”, come lo chiamavano tutti, e conserva ancora il ricordo della “gioia di aver celebrato con lui una delle sue ultime messe, il 17 marzo 1993”, nella casa che ora in arcivescovado mons. Cornacchia ha adibito ad una sorta di “piccolo santuario”, dove sono conservati tutti i suoi ricordi. “Sono decine e decine i ragazzi e le ragazze che vengono qui sulle sue orme”, informa il vescovo: “Quando entrano in queste stanze, molti di loro si fanno il segno della croce e qualcuno si asciuga di nascosto le lacrime”. “Quello di don Tonino è un ricordo vivo”, assicura Cornacchia: “È un uomo che continua ad essere con noi, a camminare con noi. È memoria viva”. Come quella di una studentessa del liceo di Altamura, città natale dell’attuale vescovo di Molfetta, che da professore invitava don Tonino Bello nella scuola dove insegnava per i precetti di Pasqua. “Era l’unica studentessa in difficoltà, non voleva incontrare don Tonino, ma siccome sarebbe stata l’unica a rimanere in classe è stata trascinata dai suoi compagni. Il giorno dopo mi ha detto: ‘Grazie, mi avete fatto un bel regalo!”. “Don Tonino era così”, conclude Cornacchia: “Esortava gli studenti ad avere passione per qualcosa nella vita, non necessariamente una vocazione. Se abbiamo passione per qualcosa – diceva – mai la tradiremo, sapremo sempre scorgervi qualcosa di positivo”.

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