Papa a Nomadelfia: la comunità, “pieni di gratitudine”

“Tutti noi Nomadelfi, dal più anziano al più giovane, siamo pieni di gratitudine per la visita del Papa. Lo avevamo invitato durante l’udienza nella sala Clementina, al compiersi dei suoi 80 anni, il 17 dicembre 2016. E il Papa verrà a trovarci per portarci nuovamente l’abbraccio della Chiesa”. È quanto si legge in una nota diffusa a seguito dell’ufficializzazione della visita che Papa Francesco farà il prossimo 10 maggio alla comunità fondata da don Zeno Saltini 70 anni fa. “Sono passati 29 anni dalla storica visita (21 maggio 1989) del suo predecessore, san Giovanni Paolo II. Il ricordo di quel giorno è ancora indelebile”, prosegue la nota, nella quale si ricorda che “oggi le figure fondatrici di Nomadelfia sono partite per la vita eterna: don Zeno nel 1981 e due anni fa, il 15 maggio – giorno di Pentecoste – anche Irene, la prima mamma di vocazione”.
Il 14 febbraio 1948 avvenne la nascita di Nomadelfia come città nell’ex campo di concentramento di Fossoli. “L’amore cristiano – spiegano i Nomadelfi – trasformava un campo di morte in un luogo di vita e di speranza. L’obiettivo era la creazione di una società alternativa, ripartendo dall’esempio delle prime comunità cristiane”. Il 6 novembre 1968, poi, don Zeno dava inizio all’esperienza della scuola familiare: “un’esperienza educativa alternativa in sintonia con la vita della popolazione, che evitasse la competizione tra i figli e trasmettesse una visione generosa dello studio”.
Giunto a Nomadelfia in elicottero, Papa Francesco si recherà al cimitero, sulla tomba di don Zeno Saltini, dove sosterà in preghiera. Visiterà poi un gruppo familiare, cellula base di Nomadelfia costituita da quattro o cinque famiglie che condividono la vita quotidiana sia per i pasti, ma anche per l’educazione dei figli e i momenti ricreativi. In programma anche un incontro con la popolazione e gli amici nella sala don Zeno, la nuova struttura che ha molteplici usi: chiesa, sala di incontri e testimonianze.

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