Mafie e corruzione: don Ciotti (Libera), “sono parassiti, un crimine contro la civiltà”

Le mafie e la corruzione continuano ad essere “un problema di fondo della democrazia, sono parassiti delle speranze e dei diritti di tutti, che traggono forza dai vuoti di democrazia”. Lo ha denunciato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, nel suo intervento alla sessione inaugurale di “Contromafiecorruzione”, l’evento promosso dall’associazione per fare il punto sulla lotta i fenomeni mafiosi e corruttivi. “Le mafie non sono un crimine contro la legge, ma contro la civiltà”, ha scandito don Ciotti evidenziando che “tra mafie e corruzione è sempre più difficile distinguere, e le mafie, astutamente, continuare a fare quello che hanno sempre fatto usando la forza del denaro invece della forza delle armi”. “La corruzione – ha osservato – è una mano che strozza, ma in guanti bianchi”. Di fronte a quella che don Ciotti definisce “una peste”, è fondamentale “la simultaneità degli interventi” perché “la lotta alle mafie non ammette compartimenti stagni: le mafie e la corruzione sono un male non solo criminale, ma culturale, sociale, politico, economico”. Per questo, ha affermato, occorre “combatterle su ciascuno di questi piani contemporaneamente”. “Occorre una strategia, un’azione concordata di tutte le realtà, istituzionali e sociali, coinvolte in questa battaglia che non è di legalità, ma di civiltà”, ha ribadito il presidente di Libera che ha puntato l’attenzione su un “deficit ancora più grave” che è quello delle politiche sociali. “Per sconfiggere le mafie occorre costruire una società dei diritti, del lavoro, della giustizia. Occorrono impegno e cura per il bene comune”, ha sottolineato don Ciotti ricordando che “le attuali disuguaglianze, la crescita della povertà, lo squilibrio indecente delle ricchezze e delle possibilità, sono il terreno a loro più congeniale”.

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