Legalità: Raggi, “rimettere al centro il primato delle regole e della meritocrazia”

“La lotta alle mafie coinvolge tutti, in ogni piccolo gesto quotidiano, nel dire sì o no. Significa lottare contro una mentalità incline al favore all’amico, vuol dire no alle scorciatoie e all’omertà”. Ne è convinta il sindaco di Roma, Virginia Raggi, che è intervenuta alla sessione inaugurale dell’evento “Contromafiecorruzione”, organizzato da Libera. “Non è facile opporsi ad un certo modo di pensare perché spesso sono in tanti a preferire la via più semplice”, ha ammesso Raggi per la quale “la base è rimettere al centro il primato della regola e la meritocrazia, unici strumenti che consentono di garantire i diritti e ripristinare la giustizia sociale”.
“Per un’amministrazione il punto di partenza è fare gare d’appalto regolari: tutti sono d’accordo, ma poi tanti si lamentano perché non vogliono aspettare”, ha detto la sindaca ricordando che “abbiamo chiuso la stagione malsana degli affidamenti diretti, abbiamo preteso che si seguissero i bandi pubblici”. “Negli appalti le cose stanno cambiando. C’è da fare, ma qualcosa è stata fatta come ha sottolineato l’Anac”, ha aggiunto Raggi che nel suo discorso ha anche fatto riferimento ai “giochi di potere all’interno dell’università”. “Anche quella – ha osservato – è una forma insidiosa di mafia che crea l’accettazione di uno status quo, una sottomissione. Una società che accetta la logica del più forte, perde”. Per Raggi occorre “plasmare una visione diversa” e “mettere fine alla pratica dei concorsi truccati”.
È necessario “rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dell’individuo e ostacoli sono la mafia e un utilizzo distorto del potere”, gli ha fatto eco Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, che ha incoraggiato a non cedere alla paura che “non cambi nulla”.

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