Fame: Verona, a Fieragricola nove delegazioni dall’Africa per cercare nuove tecnologie per combatterla

Nuove tecnologie per lotta alla fame con una particolare attenzione all’Africa. È il senso della serie di incontri tecnici ed economici che in queste ore si stanno svolgendo nell’ambito della edizione 2018 della Fieragricola in corso a Verona fino a domani. Sono nove le delegazioni commerciali provenienti dall’Africa e in particolare da Etiopia, Ghana, Sudafrica, Mozambico, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto e Kenya. L’interesse è rivolto prevalentemente alla meccanizzazione, ma anche alla zootecnia. “L’esigenza dell’Africa è quella di rispondere all’incremento demografico, migliorando la produttività, anche alla luce del fatto che il 50% delle terre arabili non coltivate si trova in questo continente”, ha spiegato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.
Fra i temi sotto osservazione: le macchine agricole ultra-specializzate ma anche la meccanizzazione di base, le energie rinnovabili, le attrezzature e le tecnologie per la gestione sostenibile dell’acqua nei campi, le soluzioni per la mungitura delle bovine da latte.
Oltre all’attenzione sulle possibili tecnologie da usare, a Fieragricola è stato rilevato anche come l’Italia possa dare il proprio contributo all’agricoltura, anche nell’ottica dei fenomeni migratori. Ne ha parlato Filippo De Filippis (docente di Economia e politica agraria all’Università di Roma Tre) che ha precisato: “Dobbiamo tenere molto sotto controllo come si sviluppano l’agricoltura e le aree rurali dell’Africa, perché noi siamo spaventati dalla migrazione anche nordafricana in Europa. Però la migrazione internazionale degli africani è la decima parte della emigrazione che si fa all’interno dei Paesi africani e tra aree rurali e aree rurali dell’Africa. Dunque, il modo in cui il mondo risponderà ai bisogni dell’agricoltura africana risponderà a questa sfida è fondamentale. L’Italia potrà dare tecnologia, agricoltura di precisione, strumenti per aiutare queste popolazioni a produrre di più, mantenendo le risorse naturali abbastanza protette”.

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