Diocesi: mons. Giuliano (Lucera-Troia), “giovani siano protagonisti vivendo fino in fondo il dono dell’amore”

“Questa è una Chiesa viva, una Chiesa vivace, una Chiesa feconda, una Chiesa che si apre ed è chiamata ad aprirsi sempre di più allo Spirito di Dio. Sarà anche piccola, come numero di abitanti, ma io penso che, a livello di piccolezza, siamo nell’ottica del Vangelo: Gesù sceglie le cose piccole e, forse, umanamente insignificanti, per poter realizzare la sua opera e le grandi cose”. Lo ha detto mons. Giuseppe Giuliano, vescovo di Lucera-Troia, in un’intervista rilasciata al termine del primo anno di episcopato, che ricorre domenica 4 febbraio. “Vedo una Chiesa che nasce, si fonda, si basa sulla vocazione di Dio: la vocazione alla vita, la vocazione alla fede, la vocazione a un progetto nel quale concretizzare sia la vita che la fede”, ha aggiunto.

La Chiesa locale propone per quest’anno anche un sinodo diocesano “dei giovani, per i giovani e con i giovani”. “Mi piace parlare di protagonismo dei giovani, ma attenti però: non è un protagonismo che vuole potenziare o sviluppare l’individualismo, già abbastanza diffuso e che già ha fatto tanti danni. Né tanto meno vuole favorire l’introversione, la chiusura o, peggio ancora, l’autoreferenzialità, che sembra essere una caratteristica dei giovani di oggi, che li blocca dinanzi anche alla realizzazione di un progetto di vita – ha spiegato il vescovo -. L’autoreferenzialità, l’individualismo, la chiusura in se stessi, frutti della cultura contemporanea, vanno decisamente superati”. Quello auspicato da mons. Giuliano è un “un protagonismo evangelico, cristiano”. “Parlo di una vita che si incarna nel dono, di una libertà che si vive fino in fondo, solo nel dono di sé, dell’amore”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy