Agricoltura: Martina (ministro), “10mila giovani nel 2017 hanno avviato nuove imprese”. “Italia prima nei controlli sugli alimenti”

Regole condivise e grande attenzione. È il messaggio che dalla Fieragricola di Verona ha lanciato il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina. Oltre a ricordare il successo delle esportazioni agroalimentari nel 2017, sui giovani in agricoltura, il ministro ha fornito un dato sorprendente: “Solo nel 2017 10mila giovani hanno iniziato a fare imprese agricole in questo Paese. Un dato incredibile, interessantissimo per la svolta generazionale in agricoltura”. Nel corso della sua visita alla manifestazione, Martina sulla questione dei controlli degli alimenti e della contraffazione ha spiegato: “Siamo i primi in assoluto in Europa per controlli e verifiche nei mercati europei o oltre confine. Dobbiamo avere regole forti in mercati aperti per tutelare, in particolare, le nostre produzioni di qualità e quindi le Dop e le indicazioni geografiche”. Dal ministro anche un accenno al protezionismo commerciale. “Bisogna avere regole condivise, perché in mercati dove ci sono regole e ci si riconosce reciprocamente si può combattere il falso cibo. L’idea di tornare ai dazi porterebbe ad ammazzare l’esperienza agroalimentare italiana, mentre noi abbiamo bisogno di esportare di più e con più semplicità. Lo dico in particolare qui a Verona, pensando alle nostre cantine, alle aziende vitivinicole, a tutte le imprese che hanno bisogno di più export e non di dazi, barriere e dogane”.
Dopo cinque anni alla guida del dicastero di via XX Settembre, Martina non si è sottratto a un bilancio vero e proprio. “Sono più le cose che dobbiamo fare che non quelle che abbiamo fatto, ad esempio nella lotta alla burocrazia e alla semplificazione delle attività. Ma sono soddisfatto di tante cose che abbiamo portato a casa, come l’abbattimento delle tasse agricole con l’eliminazione di Imu, Irpef e Irap per oltre un miliardo di euro; penso a tutto il tema dell’origine in etichetta e all’introduzione di una regola assolutamente nuova per il latte, per il grano, per il riso. Per la prima volta l’Italia sperimenta l’obbligo dell’origine in etichetta”.

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