Giornata di preghiera e digiuno: mons. Palumbo (Trivento), “pace è un edificio da costruirsi continuamente”

“La pace non si può ottenere sulla terra se non è tutelato il bene delle persone e se gli uomini non possono scambiarsi con fiducia e liberamente le ricchezze del loro animo e del loro ingegno”. Lo scrive mons. Claudio Palumbo, vescovo di Trivento, nella sua lettera alla diocesi diffusa per la Giornata di preghiera e digiuno per la pace, indetta da Papa Francesco per il 23 febbraio. “La ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli altri popoli e la loro dignità, e l’assidua pratica della fratellanza umana, sono assolutamente necessarie per la costruzione della pace – aggiunge il presule –. In tal modo è frutto anche dell’amore, il quale va oltre quanto può apportare la semplice giustizia”. Il vescovo ricorda che “la pace terrena, che nasce dall’amore del prossimo, è essa stessa immagine ed effetto della pace di Cristo” e che “tutti i cristiani sono chiamati con insistenza a praticare la verità nell’amore e a unirsi a tutti gli uomini sinceramente amanti della pace per implorarla dal cielo e per attuarla”. Mons. Palumbo è consapevole dell’importanza dell’impegno di coloro che, “rinunciando alla violenza nella rivendicazione dei diritti, ricorrono a quei mezzi di difesa che sono, del resto, alla portata anche dei più deboli, purché ciò si possa fare senza pregiudizio dei diritti e dei doveri degli altri o della comunità”. Infine, il presule sottolinea che “il bene comune del genere umano è regolato dalla legge eterna, ma nelle sue esigenze concrete è soggetto a continue variazioni lungo il corso del tempo”. Per questo motivo, “la pace non è mai qualcosa di raggiunto una volta per tutte, ma è un edificio da costruirsi continuamente”. Perché sia stabilizzata è necessario “il costante dominio delle passioni e la vigilanza della legittima autorità”.

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