Esercizi spirituali Curia romana: p. Tolentino Mendonça, “sete è ermeneutica necessaria per comprendere il mistero di Dio”

“Elogio della sete”. Questo il tema prescelto da padre José Tolentino Mendonça, che dal 18 al 23 febbraio predicherà ad Ariccia gli Esercizi spirituali del Papa e della Curia Romana. “La sete – spiega in una riflessione pubblicata oggi dal quotidiano Avvenire – è un tema biblico, elaborato molte volte dalla tradizione cristiana, ed è al tempo stesso una mappa reale, molto concreta, che ci aiuta a tenerci sintonizzati con la vita di tutti i giorni. Mi interessa soprattutto una spiritualità del quotidiano”. “Quando il Santo Padre volle parlare con me perché collaborassi agli Esercizi di Quaresima – racconta – gli dissi che io sono solo un povero prete, ed è la verità. Lui m’incoraggiò a condividere dalla mia povertà”. “Pur lavorando da tanti anni in un’università – spiega il sacerdote portoghese, vice rettore dell’Università cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio Consiglio della cultura -, mi vedo in effetti come un prete di strada, poiché la cultura, nella sua fantastica e drammatica vitalità, è questo: è essere in mezzo alla strada, è il disarmante spazio aperto della vita”. E proprio lavorando nel campo della cultura padre Tolentino Mendonça dice di avere imparato “il significato spirituale della sete”. Per il sacerdote, il cuore “è uno sconfinato serbatoio di sete”: sete d’amore, di verità, di riconoscimento, di ragioni di vivere, di giustizia, di infinito. “Gesù s’identificò con gli assetati. Una delle sue ultime parole sulla croce fu: ‘Ho sete’. La sete – conclude – diviene così un’ermeneutica necessaria non solo per raggiungere il cuore umano, ma anche per comprendere il mistero di Dio”.

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