Embraco: rimandato incontro con il Governo. Calenda, “vicenda indecorosa”

Sale la tensione fra la Embraco (del gruppo Whirlpool), il Governo e le organizzazione sindacali. Dopo l’incontro della scorsa settimana a Torino, nel quale il ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, aveva strappato all’azienda un’apertura sui licenziamenti, oggi è arrivata la richiesta dell’azienda stessa di rimandare il confronto che domani avrebbe dovuto nuovamente porre la Embraco di fronte al Governo. “Una vicenda indecorosa”, è stato il commento del ministro alla richiesta di rinviare la riunione al 19 febbraio.
La Embraco produce compressori per frigoriferi nello stabilimento di Riva di Chieri (Torino) ed è dall’ottobre scorso in crisi per la decisione di spostare la produzione in altri aree. Qualche settimana fa la Whirlpool ha confermato il licenziamento di 497 lavoratori su 537. Conferma sulla quale, la scorsa settimana, pareva si fosse fatto qualche passo indietro.
Adesso la richiesta del Governo è di trasformare i licenziamenti in cassa integrazione. Domani, appunto, sarebbe dovuta arrivare la risposta della multinazionale. Di fronte alla richiesta di rinvio Calenda si è detto “letteralmente basito”. La motivazione addotta dalla Embraco è la necessità di “parlare con l’headquarter in Brasile”. Oltre allo sconcerto dei sindacati, tuttavia, è stato reso noto che intanto il Governo ha scritto una lettera al commissario Ue per la concorrenza per chiedere sulla vicenda Embraco una verifica sulle politiche di incentivi della Slovacchia, dove appunto sarebbero state spostate le produzioni. “È solo il primo passo – ha spiegato Calenda -, di un lavoro che va fatto per riportare una razionalità nel rapporto a mio avviso completamente squilibrato tra i paesi dell’Est Europa e quelli dell’Europa occidentale”.

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