Diocesi: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano) ai detenuti, “non sprechiamo i giorni, utilizziamoli per un cammino di conversione”

“Per voi la Quaresima, che conduce alla Pasqua, sia il tempo per ritrovare se stessi e fare un cammino di riconciliazione con i fratelli, con la vita e con quelli che sono stati i momenti di difficoltà”. Lo ha detto questa mattina mons. Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, ai detenuti della Casa circondariale “Sergio Cosmai” del capoluogo bruzio. Durante l’incontro, l’arcivescovo ha presieduto una liturgia penitenziale con il rito delle imposizione delle ceneri. “Non sprechiamo i giorni che il Signore ci dà, anzi utilizziamoli per un cammino di conversione. Tutti nella vita sbagliamo, a noi tocca la decisione se tornare come ha fatto Pietro o se arrenderci come Giuda”, il messaggio di mons. Nolè. Riflettendo sulle opere quaresimali, l’arcivescovo ha osservato che “oggi la carità è diventata quasi un fastidio, in realtà è un modo di aiutare chi ha realmente bisogno”. Carità, ha ricordato, è “dedicare anche solo cinque minuti a chi è solo, interessarsi dell’altro, partecipare alla vita del fratello, non limitandosi a chiedere se va tutto bene e basta”. Così, “il digiuno non è solo esteriore, per comodità o per dimagrire, ma è astenersi da qualcosa che fa male”. Allo stesso modo, la Quaresima “è anche spazio di preghiera”. “La preghiera più bella è quella che facciamo con le nostre parole”, il consiglio dell’arcivescovo ai detenuti.

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