Aggressioni a insegnanti: Rusconi (Anp), “la ricostruzione dell’autorevolezza deve partire dalle istituzioni”

Pur non nascondendo che per gli insegnanti sarebbero necessari “una formazione più completa, anche psico-pedagogica”, test psico-attitudinali, e un codice deontologico “con le direttrici di comportamenti che ogni professionista del mondo scolastico dovrebbe seguire”, il merito lavorativo “non può essere scalfito da un accordo contrattuale”.  Ad affermarlo in un’intervista al Sir è Mario Rusconi, presidente dell’ Associazione nazionale presidi (Anp) di Roma e Lazio. Commentando le due aggressioni subite nei giorni scorsi da un’insegnante di Acerra e da un vicepreside di Foggia, Rusconi mette in evidenza lo scadimento sociale della figura del docente e, al contrario, la necessità di una sua valorizzazione che gli restituisca autorevolezza educativa e sociale. L’ultima bozza del contratto di lavoro stilata dai tre grandi sindacati con l’Aran (Agenzia rappresentanza negoziale pubbliche amministrazioni, ndr) lo scorso 9 febbraio, per Rusconi è “l’ennesima occasione perduta”, perché “buona parte dei 200 milioni annui messi a disposizione dalla legge per i docenti più meritevoli” verrà invece “spalmata a pioggia su tutti gli insegnanti”; una sorta di “mancia dal sapore elettorale” e certamente non “un modo di contribuire a ricostruire l’autorevolezza della a scuola”. Le due vittime di aggressione hanno offerto “un esempio importante” di “abnegazione e qualità umana e professionale”, ma “non basta. La ricostruzione dell’autorevolezza della scuola deve partire dalle istituzioni – Parlamento, governo, sindacati”. In loro assenza, conclude Rusconi, “anche gesti ‘nobili’ come questi sono purtroppo destinati a non lasciare il segno”.

 

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