Elezioni: rete C3Dem (associazioni cattolico-democratiche), “mettere al centro lavoro, giovani, Europa”. “Vincere chiusure e astensionismo”

“Mettere al centro il lavoro, i giovani, l’equità, una crescita sostenibile, le attese delle famiglie e delle persone in difficoltà, la formazione e la cultura, la lotta al malaffare e alla corruzione, la valorizzazione dei ‘nuovi italiani’, l’integrazione (e non la cacciata) dei migranti (secondo le proposte di numerosi enti cattolici contenute nella ‘Nuova agenda sulle migrazioni’ presentata l’8 febbraio), la cooperazione allo sviluppo”. È il primo dei punti fondamentali che andrebbero messi al centro della campagna elettorale secondo la rete C3Dem (una trentina di associazioni di ispirazione cattolico-democratica) contenuti in un documento verso le elezioni del 4 marzo approvato dall’assemblea nazionale della rete. Il documento chiede poi “un forte rilancio del progetto d’integrazione europea, di fronte ad un anti-europeismo dilagante, a tentazioni di isolamento, chiusura, sovranismo, riaffermando come il nostro Paese abbia beneficiato della Ue in termini di sicurezza, pace, sviluppo”; “il rifiuto di ogni uso strumentale dell’ansia, della paura, della sfiducia, sentimenti che vanno ascoltati e interpretati nelle loro ragioni profonde, ma anche contenuti rispetto a derive irrazionali e pericolose e non certo fomentati da chi riveste un ruolo politico”. Ancora: “il rifiuto di ogni atteggiamento e discorso aggressivo, razzista e divisivo”, “l’impegno per il benessere delle persone e delle generazioni future, della salvaguardia dell’aria, dell’acqua, del suolo”.
“Il momento delle elezioni nazionali è sempre un passaggio molto importante in democrazia. Non dovrebbe essere l’unica occasione in cui si fa appello al popolo; al contrario, la partecipazione dovrebbe essere promossa sempre, al di là dei singoli appuntamenti elettorali”, afferma C3Dem. “A settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione, il momento del voto dovrebbe essere ancora un’emozione significativa e un momento simbolico, sia per i giovani che vanno a votare per la prima volta, sia per chi magari ha vissuto la nascita della Carta fondamentale. Rischia però di non esserlo. Il Paese – che pure presenta tante energie positive, risultati importanti e capacità di impegno in ogni ambito – è attraversato da un rancore diffuso, da una sfiducia verso le classi dirigenti, i politici, persino gli esperti. Il rischio dell’astensionismo riguarda molte persone e lambisce mondi culturali e civili. La protesta, il disagio rischiano di trasformarsi in un silenzioso e risentito abbandono. Vorremmo richiamare qui che non è mai giusto rinunciare al voto e al suo essere strumento di partecipazione e di scelta libera e consapevole. Noi pensiamo ancora possibile correggere la deriva verso l’astensionismo a cui abbiamo assistito negli ultimi”. Il documento completo si trova sul sito www.c3dem.it.

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