Razzismo e xenofobia: Rossini (Acli), “segnali preoccupanti in Italia e in Europa”

“I segnali che riceviamo dall’Italia e dall’Europa sono preoccupanti. Vediamo davanti a noi il ritorno all’uso della parola razza, sospetti sui sindacati e sulle ong, semplificazioni e imbarbarimenti del linguaggio politico, il ritorno a un pensiero che chiude”. Lo ha detto Roberto Rossini, presidente nazionale Acli, in occasione della presentazione, oggi a Roma, dell’appello “Mai più fascismi”, sottoscritto da 23 tra movimenti, associazioni, partiti e sindacati. “Sono tutti fatti che collegano il passato al presente e che solo facendo memoria del passato possiamo governare”, ha aggiunto. Secondo Rossini, “solo con una conoscenza forte del passato e dei nostri valori democratici i giovani possono riscoprire il tema politico e perpetuare un’idea di Stato e della politica conforme alla Costituzione”. Alla conferenza di presentazione del manifesto ha partecipato anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che ha sottoscritto l’appello. La ricomparsa del fascismo dipende dal fatto che, a suo avviso, “si sono sdoganate cose che non si dovevano sdoganare” ma “se un ampio coordinamento di associazioni, sindacati e partiti ha deciso di dedicare del tempo per promuovere questo manifesto vuol dire che in Italia c’è un’urgenza da affrontare perché minaccia la democrazia. Con il nostro appello – ha aggiunto la sindacalista – puntiamo alla ricostruzione di una coscienza”. “Il nostro appello – ha aggiunto Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi – chiede alle istituzioni la necessaria severità nell’applicare le norme che ci sono. Formazioni politiche che non portano nel loro nome la parola fascismo ma che tali sono, vanno perseguite e impedite di agire. Le associazioni fasciste e naziste devono essere sciolte perché l’Italia nata dalla resistenza non lo può tollerare”.

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