L’Osservatore Romano: dedicato alle islamiche il mensile di febbraio “Donne Chiesa Mondo”

Dopo il numero sulle donne ebree, sulle protestanti e sulle ortodosse, “Donne Chiesa Mondo”, il mensile de “L’Osservatore Romano”, dedica il numero di febbraio alle donne musulmane, intitolandolo “Donne e Islam”. “Nella pietà musulmana – spiega Samuela Pagano nell’editoriale -, la santità, nascosta nella figura del Profeta dal suo ruolo di legislatore e guida della comunità, non è impersonata dai califfi, ma dagli ‘amici di Dio'”. Tra questi “le donne occupano un posto di tutto rilievo”. Per cercare alcune chiavi di lettura della presenza femminile nell’islam il numero del mensile parte da tre sante: Arianna Tondi presenta Zaynab, patrona del Cairo e nipote di Muhammad e Khadija attraverso Fatima; Gianfranco Bria ricostruisce la vicenda di Dervishe Hatixhe, patrona di Tirana e venerata dalle donne dell’Albania contemporanea. Di Qurratu l-‘Ayn, poetessa ed eroina del movimento Babi, nato dal fermento messianico dell’Iran dell’Ottocento e trasformato in nuova religione in seguito a una violenta repressione, parla Elena Ruia Butt.

Nell’articolo di apertura, Lucetta Scaraffia presenta la ricerca pionieristica di Germaine Tillion sul degrado progressivo della condizione femminile nella zona mediterranea ma senza cercare facili capri espiatori nelle religioni. “Tillion – scrive Scaraffia – collega questa situazione all’esistenza di una struttura sociale relativamente omogenea sulle coste sia meridionali che settentrionali del Mediterraneo, distinguendo quindi la fede religiosa dalle pratiche sociali, nelle quali rintraccia l’origine preistorica di un’endogamia mediterranea, sopravvissuta alle grandi rivoluzioni religiose come il cristianesimo e l’islam”. “Donne e uomini, entrambi vittime della stessa struttura sociale antica e pervasiva”, non sarebbero oppressi “dalla tradizione religiosa, ma dalle proprie resistenze al cambiamento”.

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