150° Azione cattolica: Argenio e Ceci (Univ. Roma Tre), a terrorismo “risposte pre-politiche”. Centralità “categoria martirio” e “scelta religiosa”

“Quali sono le soluzioni che l’Azione cattolica suggerì al terrorismo?”. A porre l’interrogativo sono Andrea Argenio e Giovanni Mario Ceci (Università degli studi Roma Tre) nel loro intervento al convegno in corso presso l’Archivio storico del Quirinale. Tranne l’unica e “autorevole eccezione” di Mario Agnes, “le soluzioni proposte non sono né concrete né politiche”. I due ricercatori ricordano il durissimo attacco sferrato nel gennaio 1978 dall’allora presidente Agnes contro l’idea che per combattere il terrorismo bisognasse allargare la maggioranza di governo. Sul piano della risposta, precisano, “ci si mosse su un piano pre-politico” secondo due direttrici: “una vera e propria battaglia per ridare passione ed eroismo alla democrazia italiana in stagnazione, una missione di educazione a democrazia partecipazione”, e “un’affermazione della cultura della vita in cui si saldano lotta contro il terrorismo e contro l’aborto in una strategia a difesa della vita”. Interessante la “centralità della categoria del martirio” traslata dall’ambito religioso a quello politico. “Il sangue di Moro, Bachelet e Mattarella – spiegano i due studiosi -, collegato in un pantheon ideale con quello dei martiri della Resistenza ha funzione di purificazione, catarsi, redenzione e rigenerazione per le vittime, per tutta l’associazione e anche per la democrazia italiana”. E la “centralità della scelta religiosa” viene indicata come migliore antidoto al terrorismo. Scelta religiosa “per prevenirlo – in quanto frutto di crisi religiosa e morale – e come risposta. “Tacere e pregare” disse Agnes dopo la morte di Bachelet. Una scelta religiosa dalla quale “non si tornò indietro e rimase un pilastro dell’Ac”.

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