Tav: delusione e rabbia delle imprese dopo l’incontro con il Governo, “volontà di dilazionare il proseguimento dell’opera”

(Foto: Presidenza del Consiglio dei ministri)

Delusione e rabbia da parte delle delle 33 associazioni del sistema economico torinese e piemontese che oggi hanno incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, il vicepresidente Luigi Di Maio, il ministro Danilo Toninelli e il viceministro Laura Castelli sul tema della Tav Torino-Lione dopo la manifestazione del 10 novembre scorso a Torino. Il Governo ha di fatto confermato che entro l’anno verrà resa nota una relazione preliminare della analisi costi benefici ma che i cantieri riprenderanno a lavorare non prima di qualche mese. “L’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Chigi – hanno spiegato i rappresentanti del sistema economico -, ha dimostrato l’ulteriore volontà del Governo di dilazionare il proseguimento dei lavori relativi alla realizzazione della Tav Torino-Lione. Si tratta di un atteggiamento che va contro gli interessi del mondo della produzione e del lavoro”. “Nonostante le assicurazioni date dal Governo – hanno aggiunto -, non è stata data alcuna indicazione precisa circa i tempi di chiusura della analisi costi-benefici sull’opera, alla quale comunque potrà partecipare un tecnico per conto delle Associazioni stesse. A questo proposito, le Associazioni hanno sottolineato che sono fermi 3,5 miliardi di appalti e il concreto rischio di perdere ogni mese una quota parte del cofinanziamento europeo all’opera”. Il rischio, adesso, è che “il tracciato del Corridoio Mediterraneo possa scorrere a Nord delle Alpi, per realizzare la connessione con la Via della Seta. Se ciò accadesse, questo Governo dovrebbe assumersi la responsabilità – gravissima – di aver escluso l’Italia e le sue future generazioni dal principale asse di sviluppo economico e di integrazione sociale. A questo punto, le Associazioni continueranno unite e coese nella loro azione per arrivare in tempi brevi alla ripresa dei cantieri, in difesa delle 326mila imprese e dei 1,3 milioni di lavoratori che rappresentano”.

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