Natale 2018: mons. Corazza (Forlì-Bertinoro), “apriamo la porta a chi chiede di essere accolto”

“Nel buio e nel freddo dei giorni più corti dell’anno, l’umanità ha sempre cercato calore umano”. Lo scrive il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, nell’editoriale del settimanale diocesano “il Momento”, riferendosi al Natale. “Vivo con una curiosità tutta nuova l’attesa del primo Natale a Forlì”, ammette il presule, che raccomanda di “non accontentarci di poco”. “Diamo ascolto a questo bisogno profondo che è nel cuore di ciascuno di noi. Soprattutto, contempliamo che questo bisogno è ascoltato da Dio: per vincere questa solitudine esistenziale ci ha mandato suo Figlio, non con la sontuosità dei ricchi e dei potenti, ma nella semplicità e povertà di una nascita”. Il vescovo ribadisce che “nel piccolo sta la salvezza”. “Per entrare nella Basilica di Betlemme bisogna abbassarsi, per toccare la stella che indica il luogo dove la tradizione afferma che lì è nato Gesù, bisogna inginocchiarsi. Un bambino strappa un sorriso a tutti. E a tutti chiede di essere accolto”. Poi, mons. Corazza segnala che “oggi quello stesso bambino è presente in tutti coloro che hanno bisogno di essere accolti”. “La magia del Natale è nella scintilla d’amore che riesce ad accendere in ogni cuore – evidenzia il vescovo -. Non è possibile pensare di allestire presepi e luci, in casa e sulle strade, a ricordo di una nascita di 2000 anni fa, e poi dimenticarci che Cristo nasce ancora oggi. Non sarebbe un vero Natale. Non accontentiamoci di poco. Il Natale è una provocazione, un Dio che si rende presente dove nessuno se lo aspetta, una sfida che si ripete”. Infine, una raccomandazione. “Apriamo la porta, lasciamoci coinvolgere da un Dio che si fa piccolo e povero”.

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