Egitto: Carmelitani Scalzi, il grazie dei cattolici egiziani alla Cei per l’aiuto ricevuto

padre Patricio Sciadini

“Siamo un piccolo gregge fiero della sua identità, che annuncia il Vangelo dialogando con tutti i fratelli e attraverso opere sociali di salute e di educazione”: è quanto scrive il padre Patricio Sciadini, della comunità carmelitana scalza del Cairo, in una lettera indirizzata alla Conferenza episcopale italiana, e pervenuta al Sir, per ringraziare “i cattolici italiani” dell’aiuto donato grazie ai fondi dell’8×1000. Nei giorni scorsi la comunità carmelitana egiziana ha ricevuto un gruppo di giornalisti della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), guidati da don Adriano Bianchi, presidente della Fisc, e da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo. Scopo della visita quello di visionare gli ospedali Santa Teresa del Bambino Gesù che si trovano, uno nel cuore di Shubra, uno dei quartieri tra i più popolosi e poveri della capitale egiziana e l’altro a Port Said, e un asilo ad Alessandria. Nel primo nosocomio la Cei ha donato un impianto per la radiologia e nel 2014 ha permesso il rinnovo del terzo piano e la costruzione di un intero piano. A Port Said, invece, i vescovi italiani hanno contribuito all’acquisto del blocco di terapia intensiva e neonatale, inaugurato proprio da don Di Mauro in occasione della visita. “Ringraziare – scrive il carmelitano – è il gesto più bello del cuore umano che nella sua povertà riceve e dona. Incontrarci è sempre fonte di gioia di condivisone e ricevere coloro che ci fanno del bene ci stimola a farlo a nostra volta. Non potremmo fare il bene senza l’aiuto di tanti fratelli e sorelle a noi sconosciuti ma conosciuti da Dio che ricompensa sempre coloro che donano con generosità. Voglio esprimere alla Cei a nome di tutti i cattolici in Egitto il mio grazie e la mia preghiera”.

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