Te Deum: card. Bassetti (Perugia), “molti si lasciano aprire al mistero, ma altri oppongono un rifiuto netto o una silenziosa indifferenza”

“Questa sera il nostro atto penitenziale dovrebbe essere più prolungato, perché dovremmo fare un esame di coscienza su come abbiamo trascorso l’anno che giunge al termine, sui nostri rapporti nei confronti di Dio, del prossimo, verso noi stessi, se abbiamo rispettato la giustizia e la carità. Se noi sinceramente chiediamo perdono, come ci dice la Bibbia, il Signore è sempre misericordioso”. Con queste parole il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha introdotto la celebrazione eucaristica con il canto del Te Deum nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia.
“Dinanzi alla proposta cristiana – ha osservato il porporato -, molti si lasciano aprire al mistero del divino e della fede, ma molti altri oppongono un rifiuto netto o, sempre di più, una silenziosa indifferenza, che forse è ancor peggio. I profeti di oggi sono altri, prodotti spesso dal mondo della comunicazione, che trovano radici in un modo negativo di intendere la vita, la società, l’economia e la politica”. Così “la storia va avanti in una contesa sempre più serrata tra la luce e le tenebre: essa durerà fino alla fine dei tempi e all’avvento glorioso del Signore. In questo contesto di storia intrecciata, di luce e tenebre, bene e male, noi cerchiamo di scorgere i segni della presenza del Signore Gesù nella nostra vita e in quella del mondo”.
Il cardinale si è poi soffermato sulla recente esperienza del Sinodo dei giovani in Vaticano, nel quale, ha detto, “ho potuto toccare con mano l’amore e persino l’ansia che la Chiesa ha di venire incontro, abbracciare e conoscere le realtà giovanili di tutto il mondo. La fiducia nelle nuove generazioni è grande. Le nostre società, che rischiano di essere avvizzite e intorpidite da sistemi economici di sfruttamento e dall’oppressione della tecnologia, possono trovare nei giovani i protagonisti di un nuovo slancio, guardando ad orizzonti di rinnovamento e di solidarietà”.

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