Te Deum: card. Bassetti (Perugia), “il nostro Paese ha bisogno di stabilità, fiducia e risposte realistiche alle tante attese della gente”

“Si annoverano quaranta morti tra operatori pastorali, sacerdoti, religiosi e catechisti e molti altri tra i semplici fedeli. Preghiamo perché il sacrificio di questi fratelli serva per creare un mondo più giusto e umano e perché l’amore vinca sempre sull’odio e la violenza”. Lo ha ricordato, stasera, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica con il Te Deum, tracciando un “bilancio” del 2018 con riferimento ai dati diffusi delle vittime cristiane nel mondo. “In questo anno che chiudiamo – ha aggiunto -, la cronaca ci ha fatto assistere a molte altre vicende dolorose, che talvolta ci hanno toccato da vicino, imputabili a tragiche fatalità o, più spesso, a pesanti responsabilità e ad atti criminosi: la morte di giovani e adolescenti, all’uscita di una discoteca o dello stadio, o come vittime di violenza terroristica; la follia di gesti rivolti ciecamente a donne e bambini, uccisi nell’ambiente domestico che avrebbe dovuto proteggerli. Sono storie angustianti che si assommano ad altre tragedie dovute a calamità naturali che hanno sconvolto nei mesi scorsi varie zone del nostro Paese”.
Non è mancato uno sguardo all’Italia: “Mentre la nostra società è ancora attraversata dalle difficoltà prodotte da una lunga e pervasiva crisi economica, il nostro Paese ha bisogno di stabilità e fiducia; di un lavoro tenace e appassionato perché si possa dare risposte realistiche alle tante attese della gente, specialmente dei giovani che aspirano a una occupazione e a una vita degna”. Per il porporato, “c’è bisogno di un nuovo slancio ideale, cui anche i laici cattolici sono chiamati a partecipare, per una seria ripresa sociale e economica che possa portare vantaggi a tutti e in particolare ai più fragili e bisognosi, per un rinnovato sviluppo umano e sociale nell’ottica del bene comune”. L’augurio, ha concluso, è che “il nuovo anno possa essere per i credenti un tempo propizio a riscoprire le istanze apostoliche della propria fede e per tutta la società perché ritrovi e renda nuovamente fecondi i valori profondi della civile convivenza, che vengono in gran parte dalla tradizione cristiana”.

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