Papa Francesco: Angelus, “preghiamo per tutte le famiglie del mondo, specialmente quelle in cui mancano la pace e l’armonia”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nella famiglia di Nazareth non è mai venuto meno lo stupore, neanche in un momento drammatico come lo smarrimento di Gesù: è la capacità di stupirsi di fronte alla graduale manifestazione del Figlio di Dio”. A farlo notare è stato il Papa, durante l’Angelus di ieri, a cui in piazza San Pietro hanno partecipato circa 50mila persone, secondo la Gendarmeria vaticana. “Ma cos’è lo stupore, cos’è stupirsi?”, si è chiesto Francesco, che ha commentato la festa della Santa Famiglia soffermandosi su due sentimenti: “Stupore e angoscia”. “Stupirsi e meravigliarsi è il contrario del dare tutto per scontato, è il contrario dell’interpretare la realtà che ci circonda e gli avvenimenti della storia solo secondo i nostri criteri”, ha spiegato: “E una persona che fa questo non sa cosa sia la meraviglia, cosa sia lo stupore. Stupirsi è aprirsi agli altri, comprendere le ragioni degli altri: questo atteggiamento è importante per sanare i rapporti compromessi tra le persone, ed è indispensabile anche per guarire le ferite aperte nell’ambito familiare”. “Quando ci sono dei problemi nelle famiglie, diamo per scontato che noi abbiamo ragione e chiudiamo la porta agli altri”, l’esempio scelto dal Papa: “Invece, bisogna pensare: ‘Ma che cos’ha di buono questa persona?’, e meravigliarsi per questo ‘buono’. E questo aiuta l’unità della famiglia”. “Se voi avete problemi nella famiglia, pensate alle cose buone che ha il familiare con cui avete dei problemi, e meravigliatevi di questo”, il consiglio dei Francesco: “E questo aiuterà a guarire le ferite familiari”. L’angoscia che Maria e Giuseppe provarono nei tre giorni dello smarrimento di Gesù, ha proseguito il Papa a proposito del secondo sentimento, “dovrebbe essere anche la nostra angoscia quando siamo lontani da Lui, quando siamo lontani da Gesù”. “Dovremmo provare angoscia quando per più di tre giorni ci dimentichiamo di Gesù, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua presenza e della sua consolante amicizia”, il monito: “E tante volte passano i giorni senza che io ricordi Gesù. Ma questo è brutto, questo è molto brutto. Dovremmo sentire angoscia quando succedono queste cose”. “Oggi torniamo a casa con queste due parole: stupore e angoscia”, la consegna finale: “Io so avere stupore, quando vedo le cose buone degli altri, e così risolvere i problemi familiari? Io sento angoscia quando mi sono allontanato da Gesù? Preghiamo per tutte le famiglie del mondo, specialmente quelle in cui, per vari motivi, mancano la pace e l’armonia”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia