Natale: mons. Agostinelli (Prato), “l’egoismo e la chiusura non sprigionano vita, ma portano alla morte della civiltà”

“In questi giorni di Natale, vorrei portare a tutti un messaggio di speranza, un invito a mettere al primo posto le relazioni tra persone, senza paura. Lo faccio attraverso il presepe, il simbolo di una storia che è di grande attualità ed è capace di parlare all’uomo contemporaneo con molta efficacia”. Lo scrive il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel suo messaggio di Natale. “Il presepe è sì una tradizione da salvaguardare – aggiunge il presule –, ma è soprattutto un grande invito a costruire una umanità più vera, che dà nuovo valore ai rapporti tra le persone e ci insegna ad avere cura l’uno dell’altro”. Partendo dalla consapevolezza che “è Maria prima di tutti che ci parla dal presepe per dirci che il futuro si costruisce a partire dall’accoglienza di Gesù Bambino”, il vescovo si sofferma sulle “difficoltà di oggi, che riguardano Prato e la nostra civiltà”. “Richiedono una risposta come quella di Maria, coraggiosa e non certo preoccupata di un singolo destino personale. Il presepe contemporaneo ci dice che non possiamo essere egoisti, che l’egoismo e la chiusura non sprigionano vita, ma portano alla morte della civiltà”. Infine, l’incoraggiamento di mons. Agostinelli ai pratesi a “sfidare la rassegnazione con la fiducia nelle vostre possibilità e la speranza nel futuro, la paura con il coraggio dell’accoglienza, la grande tristezza dell’egoismo con la gioia della generosità e della tenerezza”.

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